Al via il restauro di Santa Maria Maggiore

Dopo i danni del sisma e cinque anni di proteste dei cittadini, partono i lavori di consolidamento
CARAMANICO. Dopo cinque anni di proteste, petizioni, appelli dei cittadini e rinvii burocratici, tra fine ottobre e novembre partono i lavori di restauro della chiesa di Santa Maria Maggiore, a Caramanico. L'edificio di culto, in stile romanico-gotico del XV secolo, era stato lesionato (tetto e affreschi interni le parti più colpite) dalla nevicata e dagli eventi sismici del gennaio 2017. L'annuncio dell'imminente avvio dei lavori di ristrutturazione arriva da Mario Mazzocca, ex assessore regionale, ex sindaco di Caramanico e presidente dell'associazione Rete Abruzzo, che afferma: «Si sono concluse le procedure per l’affidamento dei lavori, all’impresa Alessandrini di Frascati, e riguardano il consolidamento e restauro del monumento» di via Verdi, nel cuore del paese antico, «che partiranno tra fine ottobre e novembre e si concluderanno entro il 2023», salvo imprevisti. «Sono trascorsi quasi 5 anni», riannoda i fili Mazzocca, «da quel 17 novembre 2017 quando, in seduta di cabina di regia per la ricostruzione, a palazzo Chigi, e in rappresentanza della Regione Abruzzo, diedi il via libera all'approvazione del Piano triennale Mibact per la ricostruzione post-sisma delle chiese extra-cratere, poi approvato dal governo il successivo 22 dicembre, con cui furono stanziati 1,5 milioni di euro per i lavori di consolidamento e restauro della chiesa abbadiale di Caramanico. Da allora, gli effetti dei danni al monumento, generati dalla tremenda azione congiunta neve-sisma del gennaio 2017, sono stati sinora mitigati grazie ad un finanziamento straordinario di 450mila euro dell’allora giunta regionale D’Alfonso per l’esecuzione di un intervento tampone. La sua attuazione si deve al Comune di Caramanico Terme, che nella primavera del 2018 si sobbarcò l’onere di realizzare autonomamente la copertura provvisionale del monumento che ancora oggi, nonostante qualche criticità, assolve seppur transitoriamente alla funzione di preservarlo. Da giugno», prosegue Mazzocca, «dopo aver raccolto gli appelli della comunità locale, come Rete Abruzzo abbiamo intrapreso un serrato e costruttivo confronto con il Ministero e la proprietà affinché si giungesse ad una rapida soluzione del problema. Oggi annunciamo che gli interventi alla chiesa saranno concretamente avviati entro l'anno, per recuperare il tempo perso che ha determinato riflessi negativi sulla conservazione della chiesa».
In questi anni un gruppo di giovani, capeggiati da Angela De Stefanis, Carlo Conti e Cristina Parone, hanno costituito un comitato per la salvaguardia della chiesa di Santa Maria Maggiore, o dell'Assunta, che ha raccolto 1.700 firme.
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