Al via la bonifica della Cala di Ulisse

Ruspe in azione: è scaduto il termine a disposizione dei proprietari dei natanti
MONTESILVANO. Addio all’area di alaggio nota come la Cala di Ulisse. Ieri mattina le ruspe sono entrate in azione sulla spiaggia di Montesilvano per rimuovere le ultime imbarcazioni, i relitti e i numerosi rifiuti che ancora erano presenti sul tratto di litorale del quartiere Santa Filomena. Nelle scorse settimane, infatti, il sindaco Ottavio De Martinis aveva firmato un’ordinanza attraverso la quale imponeva ai proprietari dei natanti di spostarli nei pressi del mercatino ittico, che rimarrà l’unica zona di alaggio della città. Attraverso un successivo provvedimento, il primo cittadino ha poi posticipato al 19 luglio la scadenza del tempo a disposizione per la rimozione delle imbarcazioni e ieri mattina è scattata l’operazione interforze alla quale hanno preso parte, oltre al sindaco, anche l’assessore al Demanio Anthony Aliano, il consigliere delegato alla Sicurezza Marco Forconi, il dirigente comunale Gianfranco Niccolò e il comandante della polizia locale Nicolino Casale. «Ai proprietari delle imbarcazioni presenti nell’area di alaggio adiacente alla concessione “La Saturnia” era stata obbligata la rimozione dei natanti entro e non oltre la giornata di ieri (lunedì, ndc)», ricorda De Martinis. «Alcuni hanno provveduto a toglierli, altri invece no, e siamo stati costretti a chiamare le ruspe. L’area verrà bonificata e restituita alla città come spiaggia pubblica aperta a tutti. In questo tratto è stata necessaria un’operazione con polizia, carabinieri, guardia costiera e polizia locale per motivi di ordine pubblico». L’area è stata per anni ricettacolo di rifiuti e di materiali inquinanti come pneumatici, plastica, pezzi di ferro e altro, nonostante la presenza di dune e la proposta dell’opposizione, accolta dal Consiglio, di trasformare l’area in un monumento naturale. Inoltre, nella Cala di Ulisse sono stati registrati anche numerosi episodi di microcriminalità.
«Oltre che per la sicurezza pubblica, è stato necessario un intervento del genere per una questione igienico-sanitaria», spiega il sindaco. «Questo tratto spesso era il rifugio di senzatetto, e per una città a vocazione turistica come Montesilvano era diventata una situazione insostenibile». (a.l.)

