Al via la stagione balneare: in spiaggia le prime palme «Fioccano le prenotazioni»

27 Aprile 2023

I balneatori allestiscono i lidi. Padovano: «Potrebbero mancare gli spazi» Tucci: «Nel weekend abbiamo lavorato». Tiberi: «Ci sono già i turisti stranieri»

PESCARA. Per alcuni la stagione è già cominciata: palme e lettini sono disponibili in spiaggia, pronti per essere utilizzati. E il ponte del 25 aprile è stato l’occasione per accogliere i primi clienti e dare il via all’attività estiva, anche se le condizioni meteo non erano ideali. Ora si spera nel prossimo ponte, quello del primo maggio, ma l’annunciata pioggia non fa immaginare nulla di straordinario. I balneatori pescaresi sono pronti per l’estate 2023, inevitabilmente segnata da luci e ombre per via della direttiva Bolkestein che, paventando le aste delle concessioni, continua a lasciare nell’incertezza la categoria.
«Sono state delle giornate grigie ma abbiamo lavorato», dice dal Sib Confcommercio Riccardo Padovano. «È il momento della preparazione delle spiagge, e intanto arrivano le prenotazioni, che vanno benissimo. Ci potrebbe essere una carenza di posti, ma quelli per i turisti sono garantiti, per luglio e agosto», aggiunge il rappresentante di categoria spiegando che «non è cambiata l’impostazione adottata per il Covid».
«È stata una Pasqua fredda, con temperature che non registriamo neppure a dicembre», dice Ezio Tucci (Il Moro), «ma noi abbiamo già montato ombrelloni e palme e avviato la stagione con i primi lettini. In questo primo weekend lungo abbiamo lavorato, c’era gente, e ora speriamo nel primo maggio. L’importante è che il tempo sia bello nei mesi estivi, anche se noi stiamo cercando di anticipare: da noi resta tutto identico». Non ci saranno aumenti dei prezzi clamorosi. «Le famiglie devono già sostenere costi maggiori per l’energia elettrica, per cui non possiamo pensare a delle maggiorazioni in questo momento particolare. Ma noi navighiamo a vista, come categoria: la Bolkestein ci fa sentire precari e frena gli investimenti». Dalla zona più centrale della città Fabio Tiberi (Lido Beach) fa notare che «nonostante il brutto tempo c’è stata gente, nel weekend: sono arrivati dall’Abruzzo, da altre regioni ma anche dall’estero, e sono rimasti stupefatti da una città che non conoscevano. Difficile fare previsioni per il futuro, l’unica certezza è che non ci sarà più il rinnovo automatico delle concessioni e che serve una normativa statale - che vada bene all’Europa - per garantire quelle antecedenti al 2009. I prezzi? Nessun aumento stratosferico, ma per noi la spesa è lievitata su tutto. E per i canoni c’è stato un più 25%». Con il caldo alle porte «resta il problema del personale, che non si trova», segnala Domenico Pagliari (Apollo) che se la prende con il meteo, non proprio favorevole. «Le prenotazioni vanno a rilento, e con questo tempo non potrebbe essere altrimenti», dice. La sua soddisfazione nasce dalla «sentenza della Corte di giustizia europea», in relazione alla Bolkestein, in base alla quale «non si toccano le concessioni rilasciate prima del 2009».
«I pescaresi sono tornati a vivere il nostro mare», dice dal lungomare sud Andrea Lancia (Mila), «magari per la Bandiera blu o per il desiderio di uscire, post pandemia. Quindi c’è movimento e c’è ottimismo» anche se «gli investimenti sono fermi» e non ci sono certezze per il futuro, con la Bolkestein, anche se «qui a Pescara e in Abruzzo i titoli concessori ci sono stati rinnovati fino al 2033». Una preoccupazione condivisa dai clienti, «che ci chiedono come andrà a finire». Nessun «aumento particolare, se non su quelle voci per le quali noi abbiamo subito aumenti, come caffè e zucchero».