Al via le vaccinazioni pronte 58.518 dosi

8 Novembre 2017

La protezione dura 6/8 mesi, ecco dove farla e chi è a rischio

PESCARA. Parte oggi la campagna antinfluenzale 2017-2018, promossa sul territorio dalla Asl di Pescara, che si concluderà agli inizi del nuovo anno.
I dettagli dell'iniziativa – che ha l'obiettivo di ridurre i rischi individuali di malattia, ospedalizzazione e morte e i costi sociali connessi – sono stati illustrati ieri mattina in una conferenza stampa nella sede della direzione generale di via Paolini convocata dal manager Asl Armando Mancini, affiancato da Carla Granchelli, direttore dell’ufficio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica e da Giustino Parruti, direttore dell'Unità operativa complessa Malattie infettive.
Sono 58.518 (7.178 in più rispetto allo scorso anno quando erano 51.340) le dosi vaccinali a disposizione dei cittadini che saranno somministrate dai medici di famiglia, dai distretti sanitari di base di Pescara, Penne e Popoli e dai presidi ospedalieri pubblici e privati. La novità di quest'anno è l'attivazione di una task force itinerante composta da quattro infermieri che gireranno nei distretti sanitari per potenziare l’opera di sensibilizzazione alla vaccinazione il cui trend è in recupero (era necessario quindi anche aumentare le dosi) dopo gli anni difficili delle «campagne informative distorte».
Queste le tipologie dei vaccini disponibili: tetravalente, più idoneo per i soggetti giovani; subunità, riservato ai bambini dai 6 mesi ai 9 anni; adiuvati e intradermici specifici per gli over 65. I ceppi individuati sono denominati: Michigan, Hong Kong, Victoria e Yamagata. La protezione del vaccino inizia due settimane dopo l'inoculazione e perdura per sei-otto mesi. Le categorie a rischio per cui le vaccinazioni sono raccomandate sono i soggetti con età pari o superiore a 65 anni con malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica); cardiocircolatorie comprese le cardiopatie congenite e acquisite, diabete, insufficienza renale, pazienti oncologici, malattie infiammatorie croniche; i bambini di età superiore ai 6 mesi; donne al secondo o terzo mese di gravidanza; lungodegenti, familiari a contatto con soggetti ad alto rischio, addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo (come polizia e forze dell’ordine in generale, vigili del fuoco), personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione, personale sanitario.
A tal proposito, su tremila operatori della Asl, sono 834 quelli che hanno già effettuato la vaccinazione contro i 762 della precedente campagna e i 1142 vaccinati tra il 2010 e il 2011.
Su questo passaggio, bacchettate dalla Granchelli che definisce «untori» gli operatori sanitari che spesso per «prigrizia e una certa tendenza a rimandare a domani, mostrano ancora unaeccessivamente elevata quanto ingiustificata diffidenza verso la vaccinazione antinfluenzale che invece è importante per la tutela dei pazienti, dei professionisti e delle famiglie. Tuttavia», prosegue la dirigente dell’ufficio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, che confida nell’opera divulgativa dei medici di famiglia, «la sensibilità è aumentata rispetto agli anni precedenti delle campagne vaccinali negative, quando il decremento delle vaccinazioni antinfluenzali era imputabile a crisi comunicative su presunte problematiche di sicurezza poi rivelatesi infondate».
La percentuale delle coperture vaccinali «si attesta attualmente sui 55, 5% ( contro i 71 negli anni 2009-10) con l’obiettivo di superare il 75% fino ad arrivare al 95% di copertura vaccinale secondo i parametri indicati dall'Organizzazione mondiale della Sanità con cui la nostra Asl collabora e il piano nazionale di prevenzione».
Parruti snocciola i dati dello scorso anno: 30 ricoveri per patologie legate agli stati influenzali, tre soggetti in rianimazione di cui uno ricoverato al Gemelli per aggravamenti. E sottolinea l’ottimo lavoro di promozione che la Asl pescarese svolge, in generale, da anni attraverso una «elevata capacità di formazione degli operatori sulle potenzialità dei vaccini e lo studio degli stessi per arrivare ad essere pronti con mesi di anticipo alla campagna antinfluenzale successiva».
Mancini, infine, ricorda l’importanza di non sottovalutare l’influenza, perché «colpisce molto di più di quanto non si creda e produce ogni anno milioni di malati e centinaia di morti (68 decessi da influenza nel 2016-’17 secondo dati ministeriali ndc)che si potrebbero evitare».
Per ridurre la trasmissione del virus il Ministero della Salute raccomanda il frequente lavaggio delle mani anche con gel alcolici in assenza di acqua; la copertura di bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce; l’isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili e l’uso di mascherine dei malati all’interno di ambienti sanitari.