Al voto un milione di elettori abruzzesi

I riti domenicali e la maratona notturna per i risultati La giornata elettorale e le previsioni dei nostri politici
PESCARA. Nessun rito apotropaico o azioni scaramantiche, ma tanta ordinarietà, tra i big della politica abruzzese, in attesa dei primi risultati di stasera, relativi al referendum costituzionale che in Abruzzo porterà alle urne 1 milione 52 mila elettori. Per tanti sarà una domenica come le altre, vissuta nella tradizione. Come per il sottosegretario alla Giustizia, la senatrice Federica Chiavaroli, dell'Ncd, che rimarrà nella sua città, Pescara. «Come tutte le domeniche», dice, «farò, di mattina presto, una passeggiata con il cane. Poi andrò in chiesa, alla messa, e poi trascorrerò la giornata in relax, in famiglia».
«Andrò a votare al mio seggio della scuola media Rossetti», aggiunge la Chiavaroli. Le aspettative del sottosegretario, sono ottimistiche. «Sono certa che vincerà il Sì, grazie alla maggioranza silenziosa ed operosa, che senza troppi clamori, voterà Sì per il futuro per l’Italia». Con i familiari anche un altro esponente della maggioranza di centrosinistra in parlamento, come il deputato Antonio Castricone, del Pd. «Trascorrerò la domenica con i miei familiari», annuncia, «e dunque rimarrò nel mio paese, Popoli, dove, tra l’altro, voterò al seggio numero tre. Poi attenderò l'esito davanti al televisore. Oppure mi recherò nella sede del partito, a Pescara. Ma questa eventualità», precisa, «non dipenderà dal risultato». Il deputato dem non si aspetta un risultato trionfale, ma pur sempre una vittoria del Sì. «Per usare un termine gergale, preso in prestito dal calcio», pronostica, «dico che il Sì vincerà di misura». Sul fronte del No, invece, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano. «Nella mattinata rimarrò a Pescara», annuncia l’ex presidente del consiglio regionale abruzzese, «e sostanzialmente farò una serie di telefonate agli amici che abbiamo in Abruzzo. Poi», continua l’esponente degli azzurri, il quale voterà a Pescara, nella scuola Mazzini, «andrò a L’Aquila, con mia moglie, a pranzo. I risultati referendari li attenderò a casa mia, a Pescara. Su questi, però, scaramanticamente, non voglio esprimermi, ma sono molto fiducioso su una prevalenza del No».
Una domenica di lavoro attende il consigliere comunale di Pescara, di Forza Italia, nonché avvocato, Carlo Masci. «Sarò nel mio studio», osserva Masci, «in quanto, per conto di un cliente, sto preparando un ricorso al Tar, che è in scadenza. Comunque vivrò la giornata con tranquillità e serenità», sottolinea Masci, che, alle urne, è atteso in via Gioberti, a Pescara, «e, secondo me, per quanto riguarda il risultato finale, dico che la partita è aperta, non ci sarà una grande differenza tra il Sì e il No. Questa è stata una campagna elettorale intensa», ha rimarcato Masci, schierato per il No, «cominciata con il solleone, in luglio, e chiusa con il freddo, in dicembre». Sullo stesso fronte, anche Sara Marcozzi, consigliera regionale del M5S, impegnata ai seggi della sua città, Chieti, come rappresentante di lista. Marcozzi voterà nella scuola Chiarini. «Attenderò, con le dita incrociate, l’esito finale», osserva la pentastellata che, sul risultato finale, non si sbilancia. «Spero che vinca il No, e di certo possiamo dire che noi abbiamo fatto di tutto, affinché questo avvenga, con 60 giorni di incontri e 90 agorà organizzati». Domenica di lavoro per il governatore Luciano D’Alfonso che voterà alla scuola Rossetti e poi sarà a Città Sant’Angelo e in provincia di Chieti («ma da presidente di Regione e con il pieno consenso di mia moglie»)
Vito de Luca

