Alanno, folla ai funerali dell'autista morto sull'Asse attrezzato

5 Dicembre 2015

Volontari della Protezione civile, della Misericordia ed esponenti del Pd hanno partecipato alla cerimonia stringendosi al dolore della famiglia di Roberto Gagliardone. La lettera del figlio Alessandro: "Anche tu avevi perso il papà in un incidente, ma sei diventato più forte per aiutare la tua famiglia. Sei un grande papà"

ALANNO. Centinaia di persone hanno partecipato questa mattina ai funerali di Roberto Gagliardone, l’autista della Tua (ex Gtm) di 47 anni ucciso giovedì mattina sull’Asse Attrezzato mentre andava a lavorare alla guida della sua Lancia Lybra, che si è scontrata frontalmente con un’auto che percorreva il raccordo autostradale contromano, condotta da un 47enne di Pianella, Moreno D’Amico, morto anche lui sul colpo nello spaventoso schianto.

Più di mille persone assiepate dentro e fuori la chiesa di Cristo Re dell’Universo, tanti in lacrime, hanno salutato per l’ultima volta Roberto, che tutti in paese conoscevano e stimavano per le svariate attività che svolgeva da anni al servizio della collettività. Oltre che dedicarsi alla sua amata famiglia, la moglie Cecilia e i figli Alessandro, 11 anni, e Aurora, 6 anni, la mamma Maria e il fratello Paolo, e al suo lavoro di conducente dei bus a Pescara, e il 47enne aveva deciso di prodigarsi per gli altri e di impegnarsi nel volontariato con la Protezione Civile e con la Misericordia e in politica, nel Pd, partito che guidava a livello locale come segretario cittadino.

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I volontari in divisa hanno atteso il feretro davanti alla chiesa, e poi tutti si sono stretti attorno ai familiari dell'autista dal cuore grande. Le parole commosse del parroco don Nicola ha provato a sopire il grande dolore di familiari e amici. Ci è riuscito il figlio Alessandro, leggendo una letterina che poi ha postato anche sul profilo facebook: “Anche lui da ragazzo ha perso il papà in un incidente ma non si è demoralizzato, anzi, è diventato più forte e coraggioso per aiutare la sua famiglia. Anche noi dobbiamo fare come lui in modo da renderlo orgoglioso. Papà, ti vogliamo bene, sei un grande”. (g.d.l.)

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