Alanno, in mobilità tutti i 123 dipendenti

Fumata nera dalla vertenza a Roma. I sindacati: «Non è stato rispettato il piano industriale»
ALANNO. Nessuna prospettiva per la Ico di Alanno. Al ministero dello Sviluppo economico ed attività produttive, l'azienda ha presentato la procedura di mobilità per tutte le 123 maestranze iscritte nei libri paga, confermando i timori dei lavoratori e parti sociali che non hanno mai creduto fino in fondo alla volontà dichiarata fin dal 2013 di procedere a una riorganizzazione aziendale finalizzata alla creazione di un polo cartaio, punto di riferimento produttivo per il centro Italia.
I 123 lavoratori ex Kimberly-Clark avevano già rigettato le ipotesi offerte dall'azienda di ricollocare al lavoro per almeno 65 di loro, compresi i 18 mesi di mobilità per gli altri 58 che avrebbero dovuto godere di ammortizzatori sociali per i lavoratori sotto i 49 anni e di 24 mesi per gli over 50.
I 65 dipendenti ai quali è stata garantita la prosecuzione del rapporto di lavoro avrebbero dovuto essere ricollocati: 40 alle macchine, 15 alla logistica divisi fra Alanno e la Ontax (ex Chicco) di Ortona, altri 10 fra gli stabilimenti di Pianella, San Giovanni Teatino e Foggia. Avevano infatti chiesto il rispetto del piano industriale con il quale, tre anni fa, la Ico avviò lo stabilimento rilevato dalla Kimberly Clark.
Ora ai lavoratori non resta che decidere se accettare la proposta avanzata dall'amministratore delegato dell'azienda, Mario Cocchini, della sottoscrizione della procedura di mobilità e godere dell'uscita incentivata oppure accedere al Naspi, forma di ammortizzatore che farebbe intascare al lavoratore, nell'arco di pochi mesi, un assegno di disoccupazione per qualche migliaio di euro. «In ogni caso, non ci rassegniamo», afferma Marco Giovinazzi sindacalista della Rsu Cgil, «ci proponiamo di incontrare nuovamente nei prossimi giorni l'azienda, insieme con i colleghi delle altre sigle sindacali, per verificare soprattutto se possano esservi spiragli di ripresa e comunque per organizzarci per il breve periodo. La nostra sarà una mobilitazione sostenuta, poiché riteniamo che l'azienda non abbia rispettato il piano industriale per il quale ci siamo spesi molto, rinunciando spesso alle nostre spettanze nella prospettiva di mantenerla attiva e produttiva». «Ci sentiamo dunque traditi», prosegue il sindacalista, «poiché l'azienda mostra di disconoscere il nostro impegno e soprattutto i nostri diritti acclarati dagli accordi precedenti. Non escludiamo manifestazioni clamorose». Al tavolo al ministero, sono stati presenti il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, i sindacalisti Uil e Cisl Marco Giusti e Lucio Petrongolo insieme con i rappresentati sindacali nazionali.
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