Alanno, salme esumate: scoppia la polemica

La procedura avviata nel 2016 riguarda loculi abbandonati. Il consigliere Colangelo: parenti ignari
ALANNO. «I cittadini mi vengono a dire: non trovo più il mio parente defunto. Questo accade perché il Comune di Alanno ha deciso di effettuare una quarantina di estumulazioni al cimitero, e ne sono previste altre 70, senza avvertire gli eredi. Un avviso sui cancelli non basta, occorreva almeno una telefonata». È l’accusa lanciata dal consigliere di Forza Italia, Camillo Colangelo, che ha sollevato il problema insieme al gruppo di minoranza nella seduta dell’ultimo consiglio comunale, al sindaco Oscar Pezzi che replica: «Abbiamo attuato la corretta procedura: cartelli informativi sono stati affissi sui cancelli del cimitero, sul sito istituzionale, sull'albo pretorio e persino sulle tombe. Nessuno si è presentato a reclamare i defunti».
La procedura di esumazione, avviata dal 2016, riguarda «loculi abbandonati e strutture funerarie decadenti», spiega il primo cittadino di Alanno che ha firmato l’ordinanza numero 28 del 19 ottobre 2020 nella quale viene spiegata la ragione dei dissotterramenti: «Il Comune ha necessità di liberare taluni loculi nel cimitero del centro urbano al fine di reperire nuove sepolture mediante un corretto riutilizzo del patrimonio cimiteriale». Pertanto, va avanti Pezzi, «è necessario procedere all’estumulazione straordinaria da parte di loculi dichiarati decaduti e rientrati in possesso dell’Ente, e i cui resti non sono stati rivendicati da alcun parente, per rendere di nuovo fruibile il posto salma. I resti vengono depositati in cassette di zinco riposte nell’ossario comunale e conservate per un anno».
Fin qui le motivazioni del Comune circa il disseppellimento di circa 40 morti, numero confermato dal sindaco.
Ma Colangelo insiste: «Non è possibile pensare che di fronte ai nostri morti, si sia applicata una fredda procedura che non abbia minimamente tenuto conto dell’affetto e del rispetto che ognuno di noi prova verso i propri defunti. Mi chiedo perché non si è provveduto a fare un accertamento agli uffici dell’anagrafe, per capire chi fossero gli eredi e con una procedura di notifica ai singoli eredi e magari anche con una telefonata, avvisarli delle procedure che si stavano per mettere in piedi. Una procedura di estumulazione sarebbe stata accettabile solo dopo aver accuratamente verificata la presenza di eredi, ed averli avvisati di ciò che l’amministrazione aveva in animo di fare. La decadenza dalla concessione cimiteriale è un provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati e quindi, a mio avviso, acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la notifica allo stesso e anche attraverso la notifica agli irreperibili» conclude Colangelo.
Della questione si sta occupando il Cipas, associazione consumatori contribuenti Abruzzo.
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