Alba, prima spiaggia con divieto di fumare

14 Giugno 2019

Da luglio chi non rispetta l’ordinanza paga una sanzione fino a 500 euro Salute e ambiente da tutelare: l’iniziativa del sindaco Casciotti farà scuola

ALBA ADRIATICA. Non occorre essere medici per capire che il fumo fa male anche a chi ti sta accanto. Ed è per questo motivo che il primo cittadino di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti, professoressa di economia aziendale, e fumatrice che ha tentato invano di smettere, ha firmato la prima ordinanza d’Abruzzo che impone il divieto di fumo sotto l’ombrellone.
MULTE SALATE. E non solo. Anche in acqua, oppure nelle pinete del litorale di Alba, dal prossimo primo luglio è severamente vietato accendere la sigaretta. Chi lo fa e viene scoperto rischia una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 500 euro. Alba fa scuola in Abruzzo, molti degli altri 18 sindaci della Costa infatti annunciano al Centro di voler seguire la strada aperta dalla sindachessa antifumo.
Il primo caso in Abruzzo ma non in Italia dove a macchia di leopardo si susseguono ordinanze di questo tipo, da Ladispoli, Cesenatico, Bibione, a San Cesareo, Anzio, Lampedusa, Ponza e San Benedetto del Tronto.
DECISIONE MEDITATA. Ma ad Alba non si è trattato di una decisione presa all’improvviso tra la sera e la mattina.
«Ho cominciato a parlarne con i cittadini, e soprattutto con i titolari degli stabilimenti balneari già da febbraio» spiega in sindaco, «e ho trovato piena collaborazione, al punto tale che gli stessi titolari di chalet cureranno la parte pubblicitaria attraverso manifesti e avvisi. Potevamo partire prima, lo faremo solo dal primo luglio perché vorrei sistemare i portacenere», prosegue il primo cittadino che annuncia (ma solo dall’anno prossimo), anche una campagna plastic free, il divieto di piatti posate e bicchieri di plastica nella sua Alba Adriatica.
Nel nostro Paese è grazie alla legge Sirchia se i fumatori devono recarsi all’esterno dei locali pubblici per godersi una bionda. Per le spiagge, però, non esiste ancora una legge. Ed è per questo che, tendenzialmente, si punta alle ordinanze. Entriamo così nel dettaglio del provvedimento adottato ad Alba che si sviluppa su quattro punti
L’ORDINANZA. A decorrere dal 1° luglio è vietato fumare su tutte le spiagge ricadenti nel territorio di Alba Adriatica, nelle pinete litoranee e nello specchio d’acqua fino a 200 metri dalla riva È vietato anche gettare cicche in acqua, sulla spiaggia, nelle pinete e su tutto il territorio comunale.
LA MULTA. La violazione dell’ordinanza è punita con sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.
LA SALUTE. Secondo il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità il fumo di tabacco è una delle principali cause di morte, come si legge nell’ordinanza.
Ricerche scientifiche svolte dall’Istituto Nazionale dei Tumori hanno dimostrato che l’inquinamento generato dal fumo di sigarette sotto gli ombrelloni può superare quello che si registra in una zona ad elevato traffico di auto.
L’AMBIENTE. Le cicche delle sigarette sono realizzate in acetato di cellulosa.
Accendere una sigaretta, avverte sempre l’ordinanza, significa immettere in ambiente più di 4.000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena.
Una parte di queste sostanze chimiche resta all’interno del filtro/cicca che, in condizioni normali, si decompone in natura in un arco di tempo che varia dai 5 ai 12 anni.
TIRIAMO LE SOMME. «In virtù della vocazione turistica di Alba Adriatica, legata alle sue indubbie bellezze paesaggistiche, questa amministrazione», si legge ancora nell’ordinanza, «intende contrastare i comportamenti degenerativi conseguenti al fumo di sigarette che ledono il diritto di ogni cittadino a godere del benessere offerto dal vivere al mare». È questo il principio sostanziale che ha spinto Alba è tagliare per prima il traguardo. Salute e ambiente da tutelare, i due obiettivi che il sindaco Casciotti si è posta.
«Risulta innegabile infatti che, oltre agli aspetti legati alla salute di ogni cittadino, la dispersione sul suolo pubblico, ed in particolare su spiagge, nelle acque marine, eccetera, dei mozziconi di sigaretta viene percepita come un evidente sintomo di degrado del tessuto ambientale e urbano». Così si conclude l'ordinanza destinata a fare scuola in Abruzzo.
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