Albani: «Casi in calo ma serve prudenza»

28 Aprile 2021

Sono 81 i nuovi positivi, ma aumentano le persone guarite

Il trend è sempre più favorevole e la situazione, in Abruzzo, è in costante miglioramento. Il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, nel definire «buono» l'attuale contesto, ribadisce l'importanza della responsabilità individuale: «Non deve essere un 'liberi tutti'. Non possiamo permetterci di sprecare il tesoretto che abbiamo conquistato con mesi di sacrifici».
Per comprendere quanto, in questa fase, sia necessaria la prudenza è utile confrontare i dati odierni con quelli del 18 maggio scorso, giorno della riapertura dopo il lockdown: all'epoca i contagi accertati in 24 ore erano meno del 10% di quelli odierni e in terapia intensiva c'erano sei persone, contro le 45 attuali.
NUOVI CASI
I nuovi casi sono 81. Sono emersi dall'analisi di 3.627 tamponi molecolari: è risultato positivo il 2,23% dei campioni. Si tratta della percentuale più bassa registrata dall'inizio dell'anno. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di cinque anni e il più anziano un 97enne. Quelli con meno di 19 anni sono 15: 5 in provincia dell'Aquila, tre nel Pescarese e sette nel Teramano. La località con più nuovi casi è L'Aquila (8).
MALATI IN CALO
Ben 516 i guariti delle ultime ore. Di conseguenza si riduce rapidamente il numero degli attualmente positivi, che tornano ai valori della prima settimana di novembre: sono 8.614, cioè 443 in meno. Continuano a scendere i ricoveri, che passano da 465 a 447.
In particolare, 400 pazienti (-19) sono in terapia non intensiva e 45 (+1, con un nuovo accesso) in terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto è inferiore ai livelli di guardia sia per le rianimazioni, sia per l'area non critica.
VITTIME
Torna ad aumentare il numero dei decessi. Otto quelli segnalati nell'ultimo bollettino, quattro dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl. Riguardano persone di età compresa tra 65 e 95 anni: due in provincia di Pescara, tre in provincia di Teramo, una in provincia dell'Aquila e due in provincia di Chieti. Le quattro vittime più recenti sono una 75enne di Avezzano, una 85enne di Montesilvano, una 87enne di Teramo e un 92enne di Alba Adriatica.
IL CONFRONTO
Il trend è favorevole, ma gli esperti rilanciano l'appello a non abbassare la guardia. Il rischio zero, soprattutto ora che riprende gran parte delle attività, non esiste. Pur essendo al di sotto delle soglie di allarme previste dai protocolli attuali, i numeri sono altissimi se confrontati con quelli del 18 maggio scorso, giorno in cui si ricominciò a uscire dopo il lockdown totale. In quell'occasione i nuovi casi furono appena sette. L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti (parametro all'epoca non considerato ufficialmente) era di poco superiore a 6. Oggi è a 81. Per avere un termine di paragone, secondo le regole attuali con un'incidenza inferiore a 50 per tre settimane consecutive una regione può passare in zona bianca. Il 18 maggio scorso, inoltre, i ricoveri erano 197, di cui solo sei in rianimazione, oggi sono più del doppio, con 45 persone in terapia intensiva.
TESORETTO
Proprio alla luce di questi numeri, Albani, a capo della task force per l'emergenza, rinnova l'invito alla prudenza. «In questi due giorni», dice, «abbiamo già assistito a scene da “liberi tutti”. Capisco la voglia di uscire dopo tanti mesi di restrizioni, ma non è questo il messaggio che deve passare. I rischi ci sono ancora. Non possiamo permetterci di sprecare il tesoretto conquistato in questi mesi: rischiamo di vanificare gli sforzi fatti, che hanno messo l'economia in ginocchio, e rischiamo nuove chiusure, con ulteriori danni economici».
ZONE ROSSE
Nel sottolineare che «la vaccinazione a ritmi spediti e la stagione calda in arrivo fanno ben sperare per i prossimi mesi», il referente per le emergenze parla di "dati discreti" anche in alcuni degli undici comuni attualmente in zona rossa. Domani, all'esito della nuova riunione dell'Unità di crisi regionale, il numero delle località sottoposte a maggiori restrizioni potrebbe quindi ridursi.