Albani: ci attendono 10-15 giorni decisivi

L’esperto è ottimista, ma anche ieri segnalati altri 13 decessi
«La pressione sulla zona costiera, inizialmente la più colpita, è diminuita in modo significativo, ma è ancora presto per dire che la fase più brutta è passata. Dobbiamo attendere ancora qualche giorno e, soprattutto, c'è da sperare che le vacanze pasquali non portino ad un nuovo aumento dei contagi». Il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force sul coronavirus, analizza così la situazione abruzzese alla luce degli ultimi numeri. Sono 219 i nuovi casi. Scendono lievemente i ricoveri complessivi, ma aumentano quelli in terapia intensiva. E ci sono altri 13 morti.
LE VITTIME
Il bilancio delle vittime sale così a 2.200. Dei tredici decessi segnalati nel bollettino della Regione, nove sono relativi ai giorni scorsi, ma sono stati comunicati solo oggi dalle Asl competenti. Riguardano persone di età compresa tra 65 e 101 anni: quattro in provincia di Chieti, due in provincia di Teramo e sette in provincia di Pescara. Le quattro vittime più recenti sono un 82enne di Colonnella, un 85enne di Loreto Aprutino, un 83enne e una donna di 101 anni di Lanciano.
NUOVI CASI
Dopo i numeri bassi degli ultimi due giorni, tornano ad essere tanti i tamponi processati. I 219 nuovi casi, infatti, sono emersi dall'analisi di 5.277 test molecolari: è risultato positivo il 4,15% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di 8 mesi della provincia di Teramo e il più anziano una donna di 93 anni del Chietino. Quelli con meno di 19 anni sono 36: nove in provincia dell'Aquila, otto in provincia di Chieti e 19 in provincia di Teramo. Le località con più nuovi casi sono Avezzano (17), L'Aquila (13), Martinsicuro (12) e Teramo (10). Sette i casi a Pescara. A livello provinciale l'incremento più consistente si registra nel Teramano (+74), seguito dal Chietino (+65), dall'Aquilano (+62) e dal Pescarese (+16). Sotto osservazione alcuni comuni. I centri più a rischio, venerdì, dopo la riunione dell'Unità di crisi, potrebbero finire in zona rossa.
L'ANALISI
Per avere un'idea più chiara dell'andamento dell'epidemia in Abruzzo, secondo il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, bisognerà comunque attendere i dati dei prossimi giorni, perché quelli attualmente disponibili sono condizionati dalle festività. «Ancora più indicativi», sottolinea l'esperto, «saranno i dati che emergeranno tra dieci, quindici giorni: c'è da capire se gli incontri e la mobilità legati alla Pasqua provocheranno un nuovo aumento dei contagi o se la discesa registrata nelle ultime settimane sia ormai consolidata. Se i numeri continueranno a scendere per tutta la prossima settimana, allora avremo dei dati consolidati e potremo considerare passata la fase più dura».
«Siamo in una fase di attesa speranzosa», aggiunge Albani, «se tutti ci siamo comportati bene avremo finalmente lo scenario che ci auguriamo da tempo».
RICOVERI
Se è presto per un'analisi più precisa della situazione, sembra ormai certo, evidenzia il referente regionale, che «la pressione ospedaliera nella zona costiera di Chieti, Pescara e Teramo è scesa e nel Pescarese la discesa è anche consolidata». Restano comunque alti i numeri dei ricoveri. In ospedale ci sono 664 persone: 592 ricoverate in area medica (-11) e 72 in terapia intensiva (+2). L'aumento delle rianimazioni è calcolato al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi accessi. Il tasso di occupazione dei posti letto al momento è del 33% per le terapie intensive, a fronte di una soglia di allarme del 30%, e del 40% per l'area non critica (valore limite 40%). Gli altri 9.733 (-165) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 54.281 (+379).
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