Albani: servono più controlli per restare in fascia gialla

Il primario avverte: «Non abbassiamo la guardia». Cresce il numero dei ricoverati
«Non dobbiamo fare l’errore di pensare che la zona gialla sia un “liberi tutti”. Bisogna stare attenti e sono indispensabili più controlli da parte delle forze dell’ordine, soprattutto nelle zone della movida». Lo afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force dell’Abruzzo per il coronavirus, analizzando la situazione alla luce degli ultimi dati. In aumento la percentuale di positività, che raggiunge uno dei valori più alti degli ultimi due mesi, mentre crescono in modo significativo i ricoveri, che passano dalle 429 unità di domenica alle 448 di lunedì.
IL BOLLETTINO
I nuovi casi sono 161. Pochi, però, i tamponi molecolari analizzati. Solo 1.376. È risultato positivo l’11,7% dei campioni, che fa seguito al 10,72% di domenica. Si tratta di uno dei valori più alti registrati da inizio dicembre ad oggi. In ogni caso, dicono gli addetti ai lavori, i dati di una singola giornata dicono poco sull’evoluzione della situazione, che va valutata nel lungo periodo. Nelle ultime ore sono stati eseguiti anche 9.582 test antigenici. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un mese della provincia dell’Aquila e il più anziano è una donna di 96 anni di Chieti. Quelli con meno di 19 anni, cioè in età scolare, sono 37: uno in provincia dell’Aquila, 13 in provincia di Pescara, 22 in provincia di Chieti e uno in provincia di Teramo. Tre i decessi segnalati nel bollettino, uno dei quali relativo ai giorni scorsi, ma comunicato solo ieri dalla Asl competente. Si tratta di persone di età compresa tra 74 e 97 anni: una in provincia di Pescara, una in provincia dell’Aquila e una in provincia di Teramo. Le due vittime più recenti sono un 74enne di Pescara e una 84enne di Pettorano sul Gizio.
LE LOCALITÀ
La località con più nuovi casi è ancora una volta Pescara, con 35 contagi recenti. Nel capoluogo adriatico il virus sta circolando rapidamente nelle ultime settimane, tanto che la media di gennaio è stata di circa 30 contagi al giorno. Al secondo posto c’è Francavilla al Mare con 14 nuovi casi. In questa fase della pandemia il territorio più colpito è proprio l’area metropolitana Pescara-Chieti, zona che tutto sommato aveva retto bene l’ondata autunnale, quando invece l’entroterra è stato martoriato dal virus. A livello provinciale l’incremento più consistente si registra nel Chietino (+80), seguito dal Pescarese (+65). Numeri più bassi nel Teramano (+9) e nell’Aquilano (+7).
RICOVERI IN AUMENTO
Nonostante una lieve flessione degli attualmente positivi al virus, che sono 51 in meno per un totale di 10.436 persone, si registra un incremento significativo dei ricoveri, che sono 19 in più nel giro di poche ore. In particolare, 401 pazienti (+18) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 47 (uno in più, al netto di decessi, dimissioni e quattro nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva. Sul fronte rianimazioni, il dato è simile a quelli registrati nella seconda metà di dicembre. Al momento sono occupati il 24,87% dei 189 posti letto di rianimazione disponibili nelle quattro Asl e il 26,89% dei 1.491 posti letto di area medica, a fronte di soglie di rischio rispettivamente del 30 e del 40%. Seppur in aumento, quindi, i dati al momento sono ancora lontani dai livelli di allarme. Gli altri attualmente positivi, 9.988 persone (-70) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. I guariti delle ultime ore sono 209, per un totale di 31.101 persone.
PRUDENZA
Albani, nell’analizzare i dati, parla di un «lieve peggioramento», comunque «minore di quello che ci aspettavamo per questo periodo. Siamo in una fase interlocutoria», osserva l’esperto, «tutto sommato gli indicatori sono buoni, ma non dobbiamo fare l’errore di pensare che la zona gialla sia un “liberi tutti”. Le maggiori libertà previste, secondo il referente per le emergenze, «non sono motivo di allarme se le persone rispettano restrizioni e misure preventive. Dobbiamo tutelare la zona gialla, perché basta poco per finire in fascia arancione o, peggio, rossa». Albani, nel pomeriggio, ha partecipato alla riunione del Gruppo tecnico scientifico regionale. Nel corso dell’incontro si è parlato, tra l’altro, degli ultimi numeri dell’emergenza, dei principali focolai, della situazione nelle scuole e della circolazione delle varianti, in particolare quella inglese che si è diffusa in modo abbastanza trasversale sul territorio regionale. Sul fronte scuole l’esperto conferma che «la diffusione del virus sta riguardando soprattutto le primarie», perché i bambini sono «più difficili da gestire». Intanto, il sindaco di Rocca di Botte (provincia dell’Aquila), Fernando Marzolini, chiede alla Asl e alla Regione l’istituzione della zona rossa nel suo comune, a causa dei «numerosi casi conclamati di Covid-19» e considerata la «difficoltà di eseguire controlli».
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