Alberghi pieni ad agosto come prima del Covid

Ospiti italiani e stranieri, esultano gli operatori. Ma si teme settembre
PESCARA. In un anno difficile, inevitabilmente contrassegnato dagli effetti del Covid, gli albergatori pescaresi sono soddisfatti. Perché i turisti ci sono e il mese di agosto sta andando bene, anche se a questo dato fa da contraltare la previsione, non rosea, per l’immediato futuro. «Siamo contenti, ad agosto la richiesta è stata alta così come lo era stata nel 2019, che è stato un anno buono per noi, mentre l’anno scorso la perdita è stata del 40% e c’è stata meno richiesta rispetto a quest’anno», dice Daniela Renisi, presidente di FederAlberghi di Confcommercio. Facendo le dovute differenze tra strutture con meno camere e hotel con più posti, Renisi traccia «un bilancio per il momento positivo, per il mese di agosto, dopo un luglio discreto. Ma gli albergatori lavorano sempre ad agosto, in questa zona», per cui non c’è molto da stupirsi. Il problema è che «se si fa un riscontro sui 12 mesi, il bilancio è infelice, perché non c’è stata la Pasqua», fa notare Renisi. E guardando alle prossime settimane sa già che «per ora settembre si annuncia piatto».
Dalle singole strutture, poi, vengono sottolineate luci e ombre di questa estate, e gli aspetti positivi sembrano prevalere, per ora. «Ad agosto abbiamo lavorato bene, come era accaduto nel 2020, un anno terribile. Saremo pieni fino al 22 agosto, poi ci sarà un calo. Ma i turisti ci sono, italiani e stranieri», fa notare Emilio Schirato dal Plaza. «È di aiuto il bonus vacanze e poi c’è voglia di muoversi. Il problema sarà a settembre» e un modo per affrontare l’autunno con meno incognite «potrebbe essere il vaccino obbligatorio per tutti». Per Cecilia Rubaudo del Regent (che può ospitare 300 persone), «luglio e agosto non fanno testo, comunque non siamo ancora tornati ai livelli del 2019 e rispetto all’anno scorso è andata meglio. Però resta il segno meno: nel 2020 meno 60%, quest’anno meno 40%». A far paura è l’autunno, «perché gli anni scorsi c’erano gli stranieri, ma ora non c’è la stessa possibilità di circolare, e c’era il business, sul quale deve pronunciarsi il governo» e non è ancora certo che venga riattivato, ad esempio per l’organizzazione dei congressi. Rubaudo ha delle rimostranze. «L’aeroporto va potenziato per l’incoming, non si può pensare solo di portare gli italiani fuori dal Paese. E non è possibile che veniamo a sapere degli eventi organizzati in città solo quando cominciano ad arrivare le prenotazioni a raffica, mentre l’amministrazione non dice nulla (non solo quella attuale). E poi abbiamo avuto notizia del rincaro dell’aliquota Tari per gli alberghi dalla stampa ma non siamo stati interpellati: qui si continua a tartassare una categoria che di fatto, negli ultimi due anni, ha prodotto decisamente meno rifiuti di qualsiasi abitazione», prosegue chiedendo di aver «più voce in capitolo», insieme ai suoi colleghi, anche per avere la possibilità di «programmare l’estate prossima già nei mesi a venire».
C’è un buon afflusso all’hotel Esplanade, dice Tonino Testa. «Sta andando bene, anche rispetto all’anno scorso, quando il mese di agosto era stato comunque positivo. C’è un buon traffico, direi un più dieci per cento rispetto all’anno scorso, e sono abbastanza soddisfatto. Noto la presenza di stranieri, mentre nel 2020 c’erano quasi completamente ospiti italiani. Abbiamo un’incognita, ed è quella di settembre e ottobre, legata alla ripresa dei congressi e dei viaggi con finalità commerciali, di lavoro» mentre in questi mesi caldi è stato notato il «minor utilizzo dei bonus vacanze, probabilmente usati maggiormente per i ristoranti».
«Nonostante le paure per il Covid, la stagione sta andando bene», spiega dal Carlton Antonio Oliveri che percepisce «la maggiore prudenza» dei clienti, rispetto all’anno scorso, che rileva «dalle richieste di informazioni. Chi deve prenotare», spiega, «chiede di sapere i protocolli seguiti in hotel. Agosto 2021 è in linea con agosto 2020 ma è sempre un mese abbastanza soddisfacente» mentre «giugno è stato carente, anche perché era un periodo di incertezze. Per parlare di settembre è presto, ma si annuncia sottotono».
Dall’hotel Maja è soddisfatto Tiziano Di Giuseppe perché «è tutto pieno, c’è molta richiesta, in particolare per i 15 giorni a cavallo di Ferragosto. È un turismo di prossimità, alimentato dagli italiani, ma c’è anche qualche straniero. C’è chi sceglie la formula mordi e fuggi e chi resta fino a due settimane ma il tempo medio di permanenza è di 4 - 5 giorni, e per la maggior parte si tratta di famiglie che vengono qui per il mare».

