Alberghiero, boom d’iscritti 1.600 studenti e 24 prime

Consegnati i lavori nella sede di via dei Sabini dell’istituto De Cecco Cucine, mensa e aule occuperanno il livello superiore ricavato dalla palestra
PESCARA. Oltre 1.600 studenti, divisi in ben 76 classi, con 24 prime, tante da creare anche difficoltà a chi organizza le sezioni, visto che le lettere dell’alfabeto italiano sono solo 21. Grazie all’offerta formativa e, soprattutto forse, alle prospettive lavorative, l’Istituto alberghiero Filippo De Cecco continua a crescere. Un fattore che ha spinto l’amministrazione pubblica a tirare in ballo degli investimenti importanti.
Con la consegna formale dei lavori, ha preso il via l'intervento che porterà alla realizzazione di cucine, mensa, aula polifunzionale, che troveranno spazio nei locali della attuale palestra di via dei Sabini. Il progetto (da realizzare in 180 giorni per un importo di due milioni 840mila euro) è della Provincia, guidata da Guerino Testa; vede il coordinamento dell’assessore all’Edilizia Fabrizio Rapposelli.
Un’iniziativa che consentirà agli studenti e al corpo docente di non doversi più spostare dalla sede della scuola, che fino a qualche anno fa ospitava l’Aterno, per raggiungere i laboratori di via Tirino. Grande soddisfazione da parte della dirigente scolastica Alfredina Trivelli che ha fatto gli onori di casa alla cerimonia di consegna del cantiere.
«Questa è per noi una giornata importante», ha spiegato Testa. «Nonostante le ristrettezze degli enti pubblici, abbiamo raggiunto un bel risultato per il De Cecco, a cui abbiamo prima dato una sede degna di questo nome, negli anni scorsi, e ora assicuriamo anche degli spazi didattici adeguati per un istituto professionale che si occupa di formazione nel campo dell'enogastronomia e della formazione alberghiera. Questo rappresenta uno dei traguardi raggiunti in questi anni dalla Provincia nell'edilizia scolastica e, considerando che non sempre la politica riesce a rispondere a pieno alle esigenze della comunità, quando qualcosa funziona bisogna dirlo a voce alta».
Rapposelli ha sottolineato la “tenacia” con cui la Provincia ha seguito questo progetto, grazie al lavoro degli uffici, «superando tanti ostacoli».
«Oggi siamo finalmente arrivati all'ultimo anello della catena», ha aggiunto ricordando quando, negli anni scorsi, «abbiamo messo a punto il piano di dimensionamento scolastico, che ha ridisegnato il quadro generale dell'edilizia scolastica. Qui c’era l’Aterno, e grazie al nostro piano abbiamo portato avanti il trasferimento in questi spazi del “De Cecco”, per poi arrivare al passaggio finale, la trasformazione della palestra in nuovi spazi didattici. Questa», ha detto ancora, «ha è una scuola che produce anche lavoro, oltre ad essere la più popolosa della città, grazie al boom di iscrizioni. Sono orgoglioso di dire che noi abbiamo fatto quello che non si faceva da un quarto di secolo». Rivolto agli studenti, Rapposelli ha strappato un applauso dicendo: «Davvero non meritavate di stare in di via Tirino e lo sapevano bene anche coloro che ci hanno preceduto in Provincia». A sua volta Rapposelli, che ha lanciato un plauso a tutti coloro che in Provincia hanno elaborato il progetto, ha anche parlato dell'intenzione di mettere a disposizione del De Cecco gli spazi del vicino asilo, che comprende cinque aule e un refettorio molto grande (e si potrebbe pensare di dislocare l'asilo che ancora occupa un livello della sede distaccata di via Cecco Angiolieri). «Chi ha investito su di noi non si è sbagliato» ha aggiunto la dirigente. «Siamo partiti con 42 classi e l' anno prossimo ne avremo 76. Insomma il nostro istituto è raddoppiato ma i nostri numeri sono la nostra forza».
I lavori, affidati a un raggruppamento temporaneo di imprese, prevede la realizzazione negli spazi della palestra (che saranno suddivisi in piani con la creazione di un piano intermedio) di cucine, sala mensa, e aula polifunzionale, con il miglioramento dell'area esterna. Alla presentazione del progetto hanno partecipato il sindaco Luigi Albore Mascia e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri.
«Una scuola che nasce, cresce o si amplia è sempre segno e testimone di un tessuto sociale sano», ha detto il primo cittadino, «dove le Istituzioni sono presenti, sanno far sentire la propria voce, e riescono ad avere l'attenzione dei ragazzi, delle giovani generazioni».
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