Alberghiero, i genitori in rivolta: ridateci la sede

Le famiglie di 366 studenti ospiti da 4 mesi alla Di Marzio scrivono alla Provincia «Subito i lavori di riqualificazione dello storico edificio». Zaffiri: aspettiamo i fondi
PESCARA. Vogliono riportare i figli, 366 alunni, nella scuola di via Italica. Farli tornare, dalla Di Marzio-Michetti di via Arapietra dove sono ospiti da 4 mesi, nello storico edificio di Porta Nuova. Qui, un intero primo piano è stato chiuso e i solai ingabbiati con le reti «a causa delle precarie condizioni di salubrità delle aule», attaccate da «numerose infiltrazioni provocate dalle abbondanti piogge dell’ottobre scorso, che hanno deteriorato la copertura e danneggiato gli ambienti sottostanti». Per tale ragione, i genitori rappresentanti del consiglio di istituto dell’Alberghiero De Cecco, anche a «nome delle famiglie di 1300 studenti» dell’intero istituto guidato dalla preside Alessandra Di Pietro, si rivolgono, tramite il portavoce Loredana Marinelli, al presidente della Provincia Antonio Zaffiri. Al quale chiedono di avviare al più presto i lavori di rifacimento dell’edificio (risalente al ’900) di via Italica con i fondi, 2 milioni e 300mila euro, stanziati dalla Regione Abruzzo e inseriti nel piano triennale di edilizia scolastica 2018-2020. Fondi ottenuti dalla precedente amministrazione provinciale guidata da Antonio Di Marco che in una missiva datata 31 agosto 2018 aveva comunicato alla preside Di Pietro l’ottenimento del finanziamento per l’«adeguamento sismico, impiantistico, antincendio, eliminazione barriere architettoniche, messa in sicurezza» generale. Soldi che però, a detta del presidente Zaffiri, «non sono ancora materialmente disponibili», malgrado «le nostre sollecitazioni alla Regione».
Spiega, il presidente: «Nel 2018 non siamo rientrati nella graduatoria per l’assegnazione dei fondi e non sappiamo ancora se rientreremo in quella del 2019. Ci stiamo lavorando, c’è la nostra piena volontà a realizzare i lavori in via Italica. Appena avremo notizie dalla Regione sarà mia premura comunicarle alle famiglie e alla preside». Prevede Zaffiri, che «per realizzare i lavori ci vorrà un annetto», dopo aver ottenuto i fondi ed espletato gare d’appalto e questioni burocratiche varie. Quindi non è escluso che i tempi di spostamenti degli studenti dalla Di Marzio (istituto guidato dalla preside Antonella Ascani a cui va il “grazie” dei genitori e della Di Pietro) a via Italica, potranno slittare. La conseguenza sarebbe che gli studenti potrebbero restare ospiti in via Arapietra «ancora un altro anno», prevede il presidente della Provincia.
Un orizzonte buio si profilerebbe per alunni e famiglie che nei giorni scorsi si sono riuniti in conclave e hanno scritto una lettera, dai toni determinati, indirizzata proprio a Zaffiri al quale chiedono «un incontro dopo aver disertato una precedente occasione di dialogo». Riassumono dettagliatamente, con date e riferimenti, i passaggi che hanno condotto alla «interdizione» dei locali, al conseguente trasferimento delle 20 classi ai Colli il 5 novembre 2018. Ben sanno, i genitori, delle «difficoltà economiche in cui versa la Provincia», ma si chiedono «se Zaffiri conosca i disagi sopportati con pazienza» dai loro figli. Tra questi, il trasferimento quotidiano con i bus navetta degli studenti dalla Di Marzio alla sede centrale dell’Alberghiero tra via dei Marsi e via dei Sabini (dai Colli a Porta Nuova) per poter partecipare alle lezioni nei vari laboratori di cucina. Bus navetta «pagati dalla Provincia con una spesa tra i 15 e i 20mila euro l’anno».
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