Alberghiero, slittano i lavori nei laboratori

26 Novembre 2015

L’impegno di Di Marco: il 7 gennaio tutto pronto in via Tirino

PESCARA. Arrivano nuove promesse, dalla Provincia di Pescara, sui lavori di sistemazione dell’istituto alberghiero “De Cecco”, fino ad oggi annunciati ma mai partiti. «I laboratori di via Tirino saranno pronti il 7 gennaio e gli altri interventi in via dei Sabini riprenderanno tra fine novembre e l’inizio di dicembre», ha annunciato ieri mattina il presidente di Palazzo dei Marmi, Antonio Di Marco, partecipando ad una assemblea di istituto convocata per fare il punto della situazione e mettere la Provincia alle strette, considerato che le settimane passano e la scuola è tuttora divisa in sette sedi diverse e senza laboratori, il che paralizza la didattica.

Per giustificare i ritardi Di Marco ha spiegato dettagliatamente tutto ciò che ha fatto la Provincia da febbraio, tra gli interventi già conclusi, l’interlocuzione con Regione, Ufficio scolastico e ministero per la richiesta di fondi, la progettazione dei lavori e la individuazione di nuove sedi, come gli spazi di piazza Grue, quelli del convitto all’hotel Excelsior di Montesilvano e i laboratori all’hotel Antagos e allo stabilimento La Playa. «La Provincia ha investito somme proprie», ha fatto notare Di Marco, «e attende di ricevere fondi dalla Regione che ha annunciato lo stanziamento di altri 450 mila euro (oltre i 145 mila di agosto). Ora dobbiamo essere bravi ad accelerare le procedure per arrivare alle soluzioni prospettate», ha detto il presidente della Provincia facendo notare che la sola alternativa è la «chiusura della scuola».

Di fatto un altro un rinvio, che sposta in avanti la soluzione di tutti i problemi, e la dirigente scolastica, Alessandra Di Pietro, ci ha tenuto a farlo presente, pur con molto garbo. «Dateci informazioni chiare», ha chiesto alla Provincia davanti a studenti, insegnanti e qualche genitore. «Spiegate perché si continua a procrastinare», ha aggiunto. Ma Di Marco non l’ha presa bene e ha accusato la dirigente di dire «delle fesserie», di non conoscere il funzionamento e i tempi (lunghi) della macchina amministrativa, per cui «alla preside farò fare una settimana di formazione da noi», ha ironizzato. La risposta piccata di Di Marco non è piaciuta ai ragazzi che hanno applaudito la dirigente e contestato il presidente della Provincia invitandolo a fare un po’ di pratica all’Alberghiero, con tanto di divisa, in cucina. Loro, gli studenti, aspetteranno fino al 7 gennaio, per poi eventualmente «muoversi» con nuove proteste, e nell’intervento di un giovane è racchiuso tutto il malessere per una scuola incompleta. «Io devo lavorare», ha spiegato. «E come faccio, se la scuola non mi insegna niente? A noi servono i laboratori per cui devo fare pratica, pratica, pratica. Se avessi saputo che finiva così non sarei venuto al De Cecco».

«Da adesso in poi», ha concluso la Di Pietro, «chiedo di essere coinvolta e di sapere cosa accade e perché. È vero che in questi mesi di proteste abbiamo avuto risposte dalla politica a tutti i livelli e una serie di impegni ma a tutt’oggi non è partito nessun cantiere. Tutto sembra pronto ma nulla parte, se non convitto e laboratori, che però sono insufficienti». Ci saranno comunicazioni «quotidiane», ha assicurato Di Marco, che intende «rispettare la scadenza del 7 gennaio e vincere la sfida di riaprire il cantiere in via dei Sabini».

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