Alberi abbattuti nella Riserva: esposto ai carabinieri forestali

Le associazioni ambientaliste contestano la scelta delle piante tagliate e i lavori effettuati in ritardo La direttrice dell’Oasi Di Felice: «L’intervento è stato fatto per restituire ai cittadini l’area chiusa»
POPOLI. Tagli e crolli degli alberi nella riserva naturale Sorgenti del Pescara: parte un esposto ai carabinieri forestali e alla Regione da parte degli ambientalisti della Soa (Stazione ornitologica abruzzese), Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e Salviamo l'orso, secondo i quali sono state rilevate «gravi e palesi difformità tra il progetto approvato e i tagli di decine di grandi alberi» nell'area del sentiero Canapine che riaprirà a luglio dopo due anni di chiusura ai visitatori. I rappresentanti delle associazioni, rispettivamente Massimo Pellegrini con Augusto De Sanctis, Stefano Allavena e Stefano Orlandini, nel documento contestano l'operato del direttore della Riserva, Pierlisa Di Felice e chiedono ai forestali di «svolgere i necessari approfondimenti». «Il progetto di taglio», scrivono gli ambientalisti, «prevedeva l'abbattimento di ben 87 alberi tra pioppi, bagolari, ailanti, fino a 70 cm di diametro per complessivi 902 quintali di legna da ardere e tratti dal cuore della riserva, in larga parte da pioppi di un'antica piantagione realizzata molto prima dell'istituzione della Riserva. Previsto anche il taglio di altre 11 piante di dimensioni minori, come le roverelle, e la legna non è stata lasciata sul posto».
Tra le criticità contestate «il taglio che doveva svolgersi a marzo e non a maggio nel periodo di nidificazione degli uccelli, con danni anche ad un raro coleottero e l'uso dei muli e non dei mezzi meccanici per eseguire gli interventi». La replica del direttore Di Felice e dell'assessore comunale all'ambiente Mario Lattanzio, che con le associazioni aveva eseguito un sopralluogo in zona nei giorni scorsi: «Nessun albero storico o di pregio è stato tagliato all'interno della Riserva» spiegano, «sono crollati pioppi marcescenti in zona Canapine e Sorgente Santa Liberata e ogni intervento è stato condotto allo scopo di restituire alla comunità l'area chiusa da due anni. Sempre di più questa vicenda acquisisce le sembianze di un articolato complotto, con attacchi personali, ordito da talune associazioni contro la Riserva per demolire la gestione del paesaggio. Riserva e Comune si difenderanno nelle apposite sedi. Nessun albero autoctono è stato tagliato che non avesse evidenti fitopatologie, come bagolari e carpini. Nessuna “strage di querce” ma solo una, tagliata dall'agronomo sulla quale era caduto un pioppo marcescente. Il dottore forestale ha eliminato alianti e robinie che avevano disturbato la rigenerazione del bosco igrofilo e autoctono». Infine «il legname morto è stato lasciato sul sito a protezione della biodiversità».

