Alberi tagliati, il Wwf chiama i carabinieri

2 Giugno 2021

Via Pantini. Gli operai inviati dal Comune vanno avanti: ambientalisti vestiti a lutto per protestare

PESCARA. «Non si tagliano gli alberi nel periodo della nidificazione degli uccelli». Con questa considerazione, basata sulla direttiva europea 2009/147/Ce e la legge nazionale 157/1992, il Wwf sezione Pescara-Chieti che vietano tali operazioni, ha inoltrato una segnalazione ai carabinieri forestali per «sollecitare gli opportuni e urgenti provvedimenti in relazione a quanto sta accadendo nella riserva di via Pantini».
Ovvero, il taglio degli alberi in corso per tracciare i solchi della futura strada Pendolo. Interventi che, secondo il Wwf, si svolgono «nel pieno di un’area che è stata, per il suo valore ambientale, destinata come priorità assoluta alla tutela della natura». Scrivono, gli ambientalisti del Wwf che «gli interventi in corso all’interno della riserva dannunziana, al di là di ogni altra considerazione sulla opportunità di seguire pedissequamente una scelta “antica” pur in presenza di possibili e meno impattanti ipotesi alternative, stanno creando danno alla fauna ignorando la normativa in vigore che vieta i tagli di rami e alberi nel periodo di nidificazione degli uccelli». Norme che «prevedono sanzioni per la distruzione di uova e nidi» nel periodo che va dalla metà di marzo fino ad agosto. Sono 107 le specie protette nella pineta pescarese, tra essi anche esemplari di fauna poco conosciuta come il codirosso e l’occhiocotto che svolazzano al fianco di picchi e cardellini.
Nel frattempo, ieri mattina, davanti al cantiere di via Pantini si è svolta una singolare protesta contro il taglio delle piante (più di una decina) con gli attivisti abbigliati di nero.
Vestiti a lutto c’erano Edvige Ricci, Giulio De Collibus, Simona Barba, Giancarlo Odoardi, Annalisa Petrucciani, rappresentanti di Italia Nostra, Archeoclub, Miladonnambiente, Conalpa, Ecoistituto, affiancati da alcuni residenti della zona. I comitati hanno manifestato anche lunedì scorso, in occasione dell’avvio del taglio di pini, querce e acacie. Sulla questione interviene anche l’ex consigliere comunale, Maurizio Acerbo, che scrive al sindaco Carlo Masci: «Non mi risultano problemi enormi che impediscano di modificare il progetto salvando gli alberi».