Alcol e movida, si aspettano chiarimenti dal ministero
PESCARA. Si attendono chiarimenti da Roma, sulla applicazione della legge 125/2001 che dispone il divieto di somministrazione e consumo di alcolici all’aperto dopo la mezzanotte. Li aspetta dal...
PESCARA. Si attendono chiarimenti da Roma, sulla applicazione della legge 125/2001 che dispone il divieto di somministrazione e consumo di alcolici all’aperto dopo la mezzanotte. Li aspetta dal ministero la prefettura di Pescara, e li aspettano anche alcune associazioni di categoria che hanno contestato l’applicazione di questa norma in città per vari ordini di motivi. Ieri la questione, già emersa nei giorni scorsi e accompagnata da mille polemiche perché questa legge è ritenuta superata da altre disposizioni, è stata affrontata anche nell’incontro convocato ieri dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo per affrontare il tema della crisi, chiesto dalla Confesercenti. Ci vorrà «del tempo» per capire, ha spiegato Marina Dolci, presidente di Confesercenti, «visto che sono stati sollecitati dei chiarimenti a Roma sia dalla prefettura sia dalle associazioni di categoria. Il colloquio è stato comunque molto tranquillo, sui temi della movida». «Attendiamo che la Confcommercio ci fornisca indicazioni da Roma», ha proseguito Riccardo Padovano dall’associazione di categoria pescarese ricordando che sul tema del consumo dell’alcol «il prefetto ha ricevuto un esposto» per cui è stata sollevata la questione ma «si è fatto troppo allarmismo».
Le due associazioni, insieme a Confartigianato, ritengono la legge del 2001 superata, essendo stata modificata dalle disposizioni del Codice della strada del 2007 e del 2010 che hanno spostato il divieto di somministrazione delle bevande alcoliche sugli spazi pubblici a partire dalle 3 (e non dalla mezzanotte). Hanno sottolineato, nelle loro osservazioni, che la legge sarebbe in contrasto con le disposizioni sullo stato di emergenza, per favorire le attività all’aperto, che hanno sospeso il pagamento della tassa della concessione del suolo pubblico. La legge poi, non sarebbe applicabile alle pertinenze esterne come i dehor, dicono.

