Alessandrini: la città non ha bisogno di targhe istituzionali

Il sindaco spegne i fuochi che divampano nel suo partito e rigetta il tentativo di far saltare il progetto di fusione
PESCARA. «Guardiamo al futuro costruendo nuovi ponti e non alimentando orgogli di campanile». Il sindaco, Marco Alessandrini, interviene così per spegnere i fuochi accesi nel suo partito sul tema del capoluogo regionale e la Nuova Pescara.
«La proposta di legge all’esame del Consiglio regional» scrive Alessandrini, «è uno sguardo al futuro, una sfida per essere all’altezza della scelta lungimirante che quasi 100 anni fa portò alla nascita di questa città e della nuova provincia. È un progetto impegnativo e ambizioso, che richiede le migliori intelligenze ed energie per uniformare e armonizzare tre differenti amministrazioni e un complesso sistema di servizi, e per impostare una strategia che moltiplichi le funzioni che la nuova città potrà svolgere in uno scenario chiaramente sovraregionale, con l’ambizione di essere un fulcro nelle relazioni medio-adriatiche».
Per il sindaco della città adriatica, questo è uno scenario così ricco di prospettiva, «che mal si combina con un pensiero che occhieggi al passo del gambero, riaprendo questioni definite più di quaranta anni fa, stabilendo un equilibrio di ruoli che tutto sommato ha mostrato di funzionare in modo soddisfacente». Alessandrini sgombera certamente il campo da un equivoco: l’idea che la Nuova Pescara possa nascere con l’obiettivo di attrarre in riva all’Adriatico uffici pubblici e targhe istituzionali. «Siamo stati sempre la città del dinamismo» prosegue, «e dell’intrapresa. Con questo approccio vogliamo metterci in cammino anche questa volta, contando sulla nostra capacità di gettare nuovi ponti e non puntellando orgogli di campanile».
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