Aliano assolto dall’accusa di diffamazione a Colangelo

21 Giugno 2019

MONTESILVANO. Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Si è conclusa così, dopo tre anni, la causa penale che vedeva l’attuale assessore Anthony Aliano accusato di diffamazione...

MONTESILVANO. Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Si è conclusa così, dopo tre anni, la causa penale che vedeva l’attuale assessore Anthony Aliano accusato di diffamazione aggravata dal noto architetto e politico Aurelio Colangelo, che aveva chiesto all’imputato anche 90 mila euro di risarcimento. I fatti risalgono al 2016 quando Aliano venne querelato per aver utilizzato un fotomontaggio come augurio di Natale per i suoi amici e colleghi del consiglio comunale, sia pubblicandolo su Facebook che indossando una t-shirt in Comune. A scatenare la reazione dell’architetto era stato l’utilizzo, da parte di Aliano, di un'immagine dello stesso Colangelo intento a suonare la fisarmonica, estratta da un video Youtube, al quale l’assessore aveva sostituito il volto. Colangelo aveva dunque trascinato in tribunale Aliano, portando a sua difesa alcuni testimoni come la figlia e oggi compagna di giunta dell’accusato, Deborah Comardi, l’attuale sindaco Ottavio De Martinis e gli amministratori Enea D’Alonzo e Valentina Di Felice.
Il Tribunale tuttavia ha stabilito che il fatto non sussiste dal momento che l’offesa, per essere tale, deve essere oggettiva, cioè deve essere percepita come tale dall’opinione pubblica. Inoltre era stato lo stesso Colangelo a informare gli altri consiglieri che il corpo ritratto fosse il suo, sentendosi offeso per il fotomontaggio. «Mi conforta che il Tribunale abbia condiviso la nostra tesi presentata già in sede di conclusione delle indagini preliminari con la quale chiedemmo l'archiviazione», commenta l’avvocato Vittorio Iovine. «Auspico che nel futuro potremo regolare diversamente i nostri rapporti, non dovendo scomodare la magistratura per le banalità», ha commentato Aliano. (a.l.)