Aliano e il sindacato: via il commissario in carica da otto anni

8 Luglio 2015

MONTESILVANO. La liquidazione del Considan, che tarda ad arrivare nonostante l’iter sia stato avviato nel 2008, approda sui banchi del Consiglio comunale. A sollecitare la convocazione urgente dell’as...

MONTESILVANO. La liquidazione del Considan, che tarda ad arrivare nonostante l’iter sia stato avviato nel 2008, approda sui banchi del Consiglio comunale. A sollecitare la convocazione urgente dell’assemblea è il consigliere di Rievoluzione, Anthony Aliano, che chiede di affrontare il tema della chiusura definitiva del consorzio dei Comuni di Montesilvano, Silvi, Città Sant'Angelo, nato per gestire il depuratore consortile, ma che da marzo 2014 non svolge alcuna attività, da settembre 2014 è senza dipendenti, e nonostante tutto continua ad avere un commissario liquidatore, Sandra D’Intino, al costo di tremila euro al mese.

Il rappresentante dell’opposizione chiede che venga analizzato il quadro giuridico e contabile del Considan; il rapporto di credito/debito tra consorzio e Comune di Montesilvano per canoni da fitto d'azienda non corrisposti per la gestione del centro sportivo Trisi; le inadempienze e le linee generali di azione descritte nel piano di liquidazione; il modus operandi attuato dal commissario liquidatore; lo stato della liquidazione.

Tra i punti all’ordine del giorno dell’assemblea anche la revoca dell’incarico alla D’Intino e la nomina di un nuovo commissario, l’acquisizione da parte del Comune delle quote di partecipazione della Linda spa detenute dal Considan (49%) e la valutazione dei licenziamenti dei dipendenti del consorzio. Ad accendere i riflettori su quest’ultimo punto è il segretario provinciale Filctem Cgil, Domenico Ronca, il quale attacca il commissario liquidatore. «Dopo aver licenziato in tronco i tre dipendenti durante una trattativa con il sindacato», dice, «arriva al punto da far pagare agli stessi, trattenendo le somme dal loro Tfr, i contributi dovuti all'Inps dal datore di lavoro. È un vero e proprio accanimento nei confronti dei lavoratori», accusa, «messo in atto dalla liquidatrice dell'ente che, evidentemente, vuole garantirsi il pagamento delle competenze e i costi di liquidazione dell'enteche, in modo irragionevole, è in corso da otto anni».

Il segretario ricorda come ci sia stata una «fantasiosa e illegittima interpretazione di un accordo sindacale sottoscritto un anno fa, con il quale la nostra organizzazione e i lavoratori, allora dipendenti, pur di salvare il posto di lavoro, si erano resi disponibili a essere collocati in ferie a loro spese, prendendo come retribuzione maturata per luglio e agosto 2014 un acconto del Tfr», che ha spinto la liquidatrice al licenziamento dei lavoratori.

Ronca evidenzia poi come anche i sindaci di Silvi e Montesilvano siano responsabili di quanto accaduto poiché, a differenza dell’amministrazione di Città Sant'Angelo, non hanno mai risposto alle sollecitazioni del sindacato. Il segretario chiede, infine, «per quanto ancora i costi di una liquidazione dai tempi assurdi, organizzata in modo scientifico affinché non veda mai la fine cosicché qualcuno ci possa campare, dovranno pesare sulle spalle dei cittadini». (a.l.)

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