All’aria aperta senza mascherina: «Finalmente si torna a respirare»

29 Giugno 2021

E le precauzioni restano: «È una liberazione, ma va comunque usata in mezzo agli altri e al chiuso» C’è anche chi non riesce più a farne a meno: ormai è una questione psicologica, ci si sente più sicuri

PESCARA. Mascherine giù: che sollievo, torniamo a respirare. Sotto il mento, a mò di orecchino, in mano, avvolta al braccio, in borsetta. Ma non a coprire bocca e naso. Da ieri le mascherine si portano appresso come un accessorio, ma solo all’aperto. Al chiuso o in caso di assembramento resta in vigore la regola anti contagio di continuare ad indossare il dispositivo di sicurezza.
«Una liberazione» dicono in coro pescaresi e turisti, ma, lo sanno bene «con cautela e buon senso: nonostante i vaccini, non siamo ancora fuori dall’emergenza».
«Togliersi la mascherina è la riconquista della libertà, un grande passo in avanti verso la normalità» analizza Candeloro Di Silvestre, broker assicurativo pescarese, mentre passeggia in piazza Muzii «ma bisogna ancora fare attenzione. Ecco, io la porto al braccio quando sono distanziato dagli altri, ma la indosso in ufficio, insieme ai colleghi. Come andranno le cose in autunno, dipenderà tutto dai nostri comportamenti».
Su via Battisti si materializza il gruppetto Napoli-Termoli, in visita a Pescara, tra i 19 e i 22 anni. Le ragazze, Federica, Fede e Fiorella, da Termoli, portano la mascherina penzolante all’orecchio, come fosse un prezioso monile: «Finalmente libere», esclamano, «le abbiamo sempre indossate per proteggere i nostri genitori e nonni. A farci paura, più che le varianti sono le richiusure. Speriamo di uscirne presto». Le accompagnano Salvatore e Lorenzo, da Napoli: «Da noi sono ancora obbligatorie, ma nessuno le mette. A Pescara siamo liberi».
«Ma davvero la posso togliere all’aperto da oggi?» quasi non ci crede Claudio Norscia, pescarese, «incredibile, torno a respirare. Una liberazione». Accanto a lui, sorride felice, Evelin Mattia, venezuelana. Ma entrambi rivelano di non essersi vaccinati: «Ci stiamo pensando». Virginia Del Signore di Tivoli e Stefano Mangini, milanese, sono due volontari di Greenpeace impegnati in un’opera di divulgazione in corso Umberto: «Indossiamo le mascherine per incontrare la gente, questione di sicurezza e di rispetto», «ma personalmente», prosegue Mangini, di professione logico-matematico, «penso che sia sensato togliere le mascherine all’aperto, il virus si disperde. Non ci sono rischi di contagio soprattutto se c’è vento e se si rispetta il distanziamento».
Maria Teresa Marcone è una turista che arriva dall’Irpinia. Si riposa su una panchina in centro e tiene la mascherina in mano: «Me la sono sempre tolta, stando da sola. La rimetto se mi si avvicina qualcuno o se entro in un locale. Col caldo è insopportabile. È questione di buon senso, ma anche di buoni abitudini. Ora si è innescato il meccanismo psicologico di tenerla sempre con sé, ci si sente più sicuri».
Lo stesso pensano Miriona Guri e Alketa Shano, figlia e madre, romene: «Siamo così abituati alle mascherine che non possiamo più farne a meno, le useremo per sicurezza anche quando la pandemia sarà passata. Ma oggi è liberatorio stare senza e respirare all’aria aperta. Però dovrebbero esserci distributori gratis lungo le strade della città». «Che bello» esclamano Valentina Zincani e Alexis Gonzales mentre volteggiano in piazza della Madonnina col sottofondo di musica latino-americana. Le mascherine sono chiuse in borsa.