All’Artistico scoppia il caso: gli studenti divisi in tre sedi

25 Agosto 2022

Lettera di 150 famiglie alle istituzioni: i nostri figli costretti a spostarsi di continuo Per fare lezione, gli alunni dovrebbero andare da via Passolanciano a San Donato

PESCARA. Sono su tutte le furie le famiglie dei 150 studenti del liceo artistico e musicale (Mibe) di Pescara. Hanno saputo che, dal 5 settembre prossimo, quando la scuola riaprirà i battenti, i loro figli, il 70% dei quali pendolari, per seguire le lezioni dovranno spostarsi, nel corso della stessa giornata, da una parte all’altra della città. La mattina, come sempre, saranno nella sede di via Passolanciano mentre il pomeriggio dovranno trasferirsi nel plesso Bellisario di via Einaudi, nel quartiere San Donato. Fino allo scorso anno, invece, i corsi pomeridiani si tenevano al Misticoni di viale Kennedy, raggiungibile più facilmente seppure sempre con disagi per i ragazzi. Alla base della decisione di trasferire il pomeriggio gli studenti in via Einaudi, e quindi, «in tutt’altra parte della città», minacce di esposti di alcuni condomini di un palazzo adiacente al Misticoni di viale Kennedy per via dei rumori provenienti nelle ore pomeridiane dalla scuola.
LETTERA ALLE ISTITUZIONI Ma le 150 famiglie non ci stanno e, attraverso i rappresentanti di classe, hanno inviato una lettera aperta alla dirigente scolastica del liceo Mibe Raffaella Cocco, al referente e ai docenti di strumento musicale della scuola, ma anche a tutte le istituzioni locali: Comune, Provincia e Regione, oltre che all’Ufficio scolastico regionale e all’Arta Abruzzo per chiedere «di farsi carico con assoluta urgenza del problema e di trovare - in attesa della costruzione di una nuova sede - soluzioni rapide e adeguate a garantire, a partire dal nuovo anno scolastico 2022-2023, lo svolgimento delle attività antimeridiane e pomeridiane dell’indirizzo musicale del Mibe all’interno di una struttura scolastica adeguata e sicura», e soprattutto «facilmente raggiungibile da tutti gli studenti».
LE RICHIESTE DEI GENITORI «Il punto», spiega Dalia Palmieri, rappresentante dei genitori della 3ª A, «è che la decisione è stata presa senza aver informato con anticipo famiglie e ragazzi, la gran parte dei quali abita fuori città e tanti anche fuori provincia, e senza aver fornito ad oggi garanzie su come i ragazzi si sposteranno per andare da via Passolanciano in via Einaudi e come da via Einaudi potranno raggiungere la stazione centrale per prendere i mezzi, bus e treno, in tempo utile per tornare a casa. Chi esce, insomma, da scuola alle 18 o alle 19, ma anche alle 17 deve avere la possibilità di trovare la coincidenza per tornare a casa senza problemi. Qui», sottolinea, «parliamo di ragazzi minorenni e, quindi, c’è innanzitutto una questione di sicurezza. Noi genitori vogliamo garanzie precise e una soluzione entro il 5 settembre. Il presidente della Provincia De Martinis», prosegue, «ha assicurato ad alcuni di noi che il liceo musicale avrà una sede tutta per sé, la prima pietra è in programma però nel marzo nel 2023, e nel frattempo? Come si pensa di gestire questa situazione? C’è stata assicurata una navetta, ma non basta. Questa vicenda sta diventando un incubo. Anche la politica e le istituzioni ci devono aiutare». Nella lettera si chiede di «programmare con urgenza, e comunque prima dell’inizio delle lezioni un incontro con i rappresentanti dei docenti, degli studenti e dei genitori», di «mettere in atto tutte le misure di contenimento delle emissioni sonore indicate da un tecnico dell’Arta per la sede di viale Kennedy» e di «dare finalmente piena dignità, considerazione e decoro a un indirizzo scolastico che costituisce un’eccellenza e una necessità imprescindibile nell’offerta formativa della città di Pescara e della sua provincia». «Diversi genitori», purtroppo», fa presente Palmieri, «a causa di questa situazione stanno trasferendo i figli in altre sedi e questo è un peccato perché in questo liceo ci sono dei talenti».
LA REPLICA DELLA PROVINCIA Il presidente della Provincia, Ottavio De Martinis, da parte sua, spiega «che la soluzione è stata individuata in via Einaudi, negli spazi del Mibe», senza sostenere ulteriori spese, e si sta predisponendo «una navetta» per limitare i disagi legati agli spostamenti. «Per loro non era più possibile stare in viale Kennedy per le problematiche legate ai rumori, che sono alla base degli esposti promossi per anni. Insomma, ci siamo già attivati. E abbiamo anche i fondi per il nuovo liceo», conclude.