All’asta per 22mila euro gli alberi della pineta: «Vanno rimossi subito»

La giunta dà il via libera alla vendita del legname rimosso dalla Riserva «I tronchi devono essere portati via, rischio di roghi durante l’estate»
PESCARA. Quasi 8mila quintali di legna all’asta. Valgono poco più di 22mila euro gli alberi abbattuti nella pineta D’Avalos devastata dall’incendio del 1° agosto del 2021. Sono finiti gli interventi di esbosco delle piante morte e pericolanti nei comparti 4 e 5 della pineta annientata dal fuoco e la giunta Masci ha dato il via libera alla vendita del legname che, attualmente, è accatastato in un’area recintata.
RISCHIO INCENDIO Ma quella recinzione, in vista dell’arrivo dell’estate, non basta a scongiurare il pericolo di un altro incendio. E allora quei tronchi, dice una relazione inviata al sindaco Carlo Masci e agli assessori, devono essere rimossi «con urgenza, per ragioni di pubblica incolumità, prima dell’arrivo dell’estate per scongiurare fenomeni di incendio». E per fare presto il Comune si affida a un bando pubblico: «È interesse dell’amministrazione comunale», dice la delibera che ha dato il via libera alla procedura, «reimmettere sul mercato il materiale legnoso al fine di garantire la pulizia dell’area e favorire in tempi celeri il suo riutilizzo sostenibile». Secondo le stime della Fondazione AlberItalia, andranno in vendita complessivamente a 1.057,22 metri cubi di materiale, di cui 922,44 metri cubi di legna di pino e 134,78 metri cubi di legna di latifoglie. «Il peso del materiale legnoso», spiega la delibera, «ammonta a 6.766,21 quintali di tronchi e 1.014,93 quintali di ramaglia». Al prezzo di 3 al quintale per i tronchi e 2 euro per le ramaglie, l’importo base è di 22.328,49 euro. E ora è attesa per le offerte dei privati.
LA SCOPERTA Dalla pineta arriva la scoperta di una nuova specie botanica: «A Pescara è stata fatta una importante scoperta scientifica», annuncia l’associazione politica culturale Radici in Comune guidata da Simona Barba, «dopo il pinus pinea e il pinus halepensis, è stata trovata una specie unica, endemica della riserva Dannunziana: il pinus mobilis. È unico nel suo genere in quanto modifica spesso il suo areale di radicazione, e come esprime il suo nome volgare, è un “pino che si muove”. Il pinus mobilis», spiega l’associazione, «ha fatto la sua prima comparsa subito dopo l’incendio del 2021. La sua velocità di movimento ha creato molte difficoltà tra gli esperti. Nei primi monitoraggi dell’università dell’Aquila ne erano stati avvistati addirittura 7mila, ma col passare del tempo, per via di una emigrazione di massa, i pini rimasti erano circa tremila. La nostra associazione, dopo vari appostamenti, è riuscita a documentare una colonia massiccia di pinus mobilis all’interno degli spartitraffico lungo le vie della riserva. Grazie a questa segnalazione», continua l’associazione, «personale preparato ed esperto alla cattura, si è recato in zona e con ammirevole professionalità è riuscito a catturare parecchi pinetti per portarli in luogo sicuro. Ringraziamo l’amministrazione che si prende cura dei piccoli, mantenendo la riservatezza sul luogo nel quale sono custoditi».
L’APPELLO «In caso di altri avvistamenti», è l’appello di Radici in Comune, «la cittadinanza è pregata di farcelo sapere. Questo e altro per la rinascita della nostra pineta. Comunque per ovviare alla mobilità dei pinetti si è deciso di importare nuovi Pini, circa 200, di tipo stanziale, in modo che l’opportuna riproduzione possa generare pini più moderati e addomesticabili». (p.l.)

