All’ospedale più donne medico

4 Ottobre 2022

La sanità pescarese è rosa: incarichi femminili raddoppiati negli ultimi due anni

PESCARA. La sanità pescarese è sempre più rosa. Le donne medico aumentano, seguendo il trend nazionale, anche alla Asl di Pescara. La Chirurgia e la Radiologia sono i settori sanitari emergenti che impegnano professioniste, anche giovani al di sotto dei 35 anni, oltre alle tradizionali discipline come Pediatria e Ginecologia. Gli incarichi femminili sono più che raddoppiati negli ultimi due anni (2020-2022) nei dipartimenti operativi ospedalieri: i dirigenti medici a capo di strutture complesse sono saliti da 4 a 10; i responsabili di unità operative semplici da 22 a 28; da 10 a 26 l’aumento degli incarichi di alta specializzazione. I dati sono emersi nel corso del seminario “Dalle donne che curano esperienze ed idee per una sanità a misura di tutti” organizzato da Asl e Anaao, Associazione dei medici dirigenti guidata a Pescara da Rita Greco, già direttore della Pediatria al Santo Spirito e segretario delegato del sindacato, con Maria Assunta Ceccagnoli, presidente dell’Ordine dei medici. L’evento si è svolto nella biblioteca del presidio di via Fonte Romana, alla presenza di Vittorio Di Michele, consigliere nazionale Anaao; Alessandro Grimaldi, segretario regionale Anaao; Antonio Caponetti, direttore sanitario; Flavia Di Giangiacomo, dell’area formazione Donne Anaao di Teramo; e Piera Turano, segretaria della dirigenza sanitaria che ha analizzato la crescita dei numeri delle donne in sanità in Italia ed a livello globale.
«In una sanità che si evolve», spiega la dottoressa Greco, «con donne medico sempre più impegnate in settori come Chirurgia e Radiolagia, fino ad oggi considerati prettamente maschili, orientata al lavoro di équipe ed alla presa in carico globale della persona, la componente femminile è in grado di apportare la propria capacità organizzativa e di gestione, di relazione con i pazienti e con gli altri operatori, la capacità di comunicazione e di mediazione». In sostanza, le donne «sono più costanti, più capaci, più pronte al sacrificio, in grado di conciliare le fatiche del lavoro e della famiglia. In ascesa i numeri delle iscrizioni a Medicina nelle università italiane e le donne che lavorano con contratto a tempo indeterminato nel Servizio sanitario nazionale sono il 69%», conclude Greco che prossimamente organizzerà incontri dedicati allo studio dei protocolli sulla violenza sulle donne e minorile. Durante l’incontro sono state presentate magliette dedicate e il libro: “La sanità che vogliamo” curato da Sandra Morano, coordinatrice nazionale Anaao, che ha sottolineato come «la femminilizzazione della professione comporterà un processo di rinnovamento profondo». (c.co.)