Alla Biennale gli arazzi più belli

18 Dicembre 2017

Penne, i capolavori esposti alla mostra allestita nella chiesa di San Giovanni

PENNE. Ha aperto i battenti sabato pomeriggio, nella splendida chiesa di San Giovanni Battista, la XIX edizione della Biennale d’arte di Penne «Tessere l’arte». L’inaugurazione della mostra è stata anche l’occasione per presentare il nuovo progetto studiato dall’amministrazione del sindaco Mario Semproni per rilanciare una nuova vocazione culturale e artistica di Penne: da città dell’arte a città degli arazzi.
La mostra, un unicum del suo genere, curata da Barbara Martusciello, espone gli arazzi di Marco Appicciafuoco, Mario Costantini, Alberto Di Fabio, Andrea Mastrovito, Matteo Nasini, Gino Sabatini Odoardi, Franco Summa, Marco Tirelli e Costas Varotsos, allestiti nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Si tratta della terza esposizione pubblica dell’arazzeria pennese, dopo i successi ottenuti nelle mostre allestite al Macro di Roma e alla Triennale di Milano, con arazzi inediti di straordinaria bellezza per l’accostamento dei colori e per le forme rappresentate, ma anche per la perfetta esecuzione da parte delle tessitrici, Erminia Di Teodoro e Lolita Vellante che lavorano nel nuovo laboratorio guidato da Fernando Di Fabrizio, Laura Cutilli e Mario Costantini.
C’è anche il riconoscimento della Regione che, attraverso una legge regionale, la numero 20 del 2017, ha assegnato a Penne il titolo di «Città degli arazzi». «La Biennale d’arte dedicata all’arazzeria pennese rappresenta un evento unico nel suo genere che mira a valorizzare l’artigianato artistico pennese», ha detto l'assessore comunale alla attività produttive Gilberto Petrucci, che ha lanciato il progetto, «Penne Città degli arazzi è la nuova vocazione che intendiamo dare a Penne. La valorizzazione del nostro artigianato artistico rappresenta, infatti, uno strumento fondamentale per promuovere la nostra città all’interno del contesto dei Borghi più belli d’Italia e del circuito di Città slow». «Poi», ha aggiunto Petrucci, «rappresenta anche un’occasione di occupazione attraverso le scuole di arazzeria che stanno nascendo sul territorio che ospita, com’è noto, una delle eccellenze della sartoria italiana come la Brioni». Dopo la chiusura nel 1998 dell’Arazzeria pennese, nel 2014 nasce il laboratorio dell’Oasi da un progetto congiunto tra la Riserva Lago di Penne, la Brioni e la fondazione Musap: nella splendida cornice naturale dell'area protetta, all’ombra di altissimi pioppi e frassini, tra l’orto botanico, il Centro lontra e il Giardino dei cultivar, i vecchi telai a basso liccio sono stati modificati e riattivati, rimettendo in moto un’attività di alto artigianato. Nel 2018 saranno avviate iniziative di comunicazione per promuovere l’arazzeria pennese fuori dai confini regionali e nazionali. La mostra sarà aperta tutti i giorni.
Francesco Bellante