Alla Magnola si scierà fino al mese di maggio

7 Gennaio 2021

OVINDOLI. Oltre un metro e mezzo di neve, impianti di risalita pronti da 40 giorni e piste preparate a regola d'arte. È questa la situazioni alla stazione sciistica Monte Magnola di Ovindoli dove si...

OVINDOLI. Oltre un metro e mezzo di neve, impianti di risalita pronti da 40 giorni e piste preparate a regola d'arte. È questa la situazioni alla stazione sciistica Monte Magnola di Ovindoli dove si attende l'autorizzazione per la riapertura al pubblico dal 1° dicembre. Il danno calcolato dagli operatori turistici, compreso l'indotto, è di oltre 50 milioni di euro di mancati incassi sull'Altipiano delle Rocche, con circa 1.000 lavoratori costretti a rimanere a casa. Ora si punta tutto sulla seconda parte della stagione invernale che non sarà comunque in grado di permettere il recupero di quello che è andato perso. In Abruzzo la data prevista è quella del 18 gennaio anche se la riapertura è subordinata all'adozione di apposite linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico. Inoltre in zona rossa e arancione le piste resteranno chiuse agli sciatori amatoriali. «Siamo pronti da più di un mese con tutte le norme anti-Covid in attesa dell'autorizzazione a ripartire», spiega Giancarlo Bartolotti, patron della Monte Magnola impianti, «ma non arriva. Abbiamo sperato nella riapertura delle seconde case nonostante la chiusura degli impianti perché qui abbiamo oltre 30mila posti letto per i turisti. Ma senza impianti il turismo montano non si muove. Un danno non solo al comparto, ma a tutto l'indotto, dai negozi ai ristoranti, dai noleggi alle attività che sono legate al volano delle stagioni sciistiche. Un danno per l'Abruzzo senza precedenti. Per il 18 gennaio la richiesta è alta e non potremo accontentare tutti. Bisognerà quindi prepararsi al meglio, con le infrastrutture, i parcheggi e l'accoglienza. Spero che ognuno per le proprie competenze abbia già tutto pronto».
Solo Ovindoli conta 21 piste che si estendono per circa 30 chilometri con 11 moderni impianti di risalita. Le prospettive per il resto della stagione sono promettenti. «Anche se il grosso del turismo invernale è già perso», avverte Bartolotti, «se ci faranno riaprire il 18 potremo arrivare anche alla fine di maggio grazie a tutta questa neve. Spero che la situazione abbia restituito la giusta attenzione al discorso sul turismo invernale, perché finora non ci si è resi conto del patrimonio socioeconomico a disposizione e del danno causato a livello locale e a livello nazionale dall'emergenza sanitaria».
Pietro Guida