Allarme amianto, dieci casi a Francavilla

29 Agosto 2019

Tegole rotte e rilascio di polveri dopo la grandinata di luglio, i cittadini chiedono interventi rapidi. Sopralluoghi della Asl

FRANCAVILLA AL MARE. Dal 10 luglio scorso, giorno della violenta grandinata che ha colpito Francavilla, sono diverse le segnalazioni arrivate in Comune che riguardano il rischio amianto in città.
Almeno una decina, secondo gli addetti ai lavori. Infatti, alcuni degli edifici più datati, sui quali è ancora presente il rivestimento cancerogeno, hanno riportato ingenti danni, specie sui tetti, con il conseguente rilascio nell’atmosfera di micropolveri altamente tossiche.
Tra i vari esposti arrivati all’amministrazione, uno dei più significativi riguarda il caso di via Vergini delle Rocce, dove, come segnalato da alcuni residenti, al civico numero 8 si trova uno stabile, disabitato da otto anni, il cui tetto, in amianto, è stato ripetutamente forato dalla grandine.
E così, quello che fino a quel punto era visto come rischio potenziale, è divenuto a tutti gli effetti un pericolo reale per la salute pubblica, a seguito della polverizzazione dell’eternit usato come rivestimento.
In realtà, gli stessi firmatari dell’esposto, che porta la data dell’11 agosto, più volte in passato hanno sollevato la questione. Ma adesso che la situazione è sensibilmente peggiorata, con rotture, fori e sfaldature, non si può più perdere tempo e sono gli stessi residenti a chiedere un intervento immediato.
Secondo alcune fonti, da quando il costruttore è fallito, la palazzina in questione apparterrebbe a un istituto bancario.
Tuttavia, questo non è l’unico caso individuato in città, perché dal 10 luglio ad oggi le segnalazioni sul rischio amianto sono aumentate un po’ ovunque, dalla Nazionale al Foro, segno che la potenza della grandinata ha portato alla luce delle situazioni fino a quel momento silenziose.
Quello che si chiede a gran voce è la messa in sicurezza degli edifici che presentano lastre in amianto danneggiate, o, in alternativa, lo smantellamento con conseguente smaltimento delle sostanze tossiche.
Tra i vari destinatari delle segnalazioni arrivate c’è anche la Asl, a cui spetta il primo passo nel percorso di bonifica. Nei prossimi giorni, alcuni ispettori saranno chiamati ad effettuare dei sopralluoghi in tutte quelle zone in cui è stata individuata la presenza di eternit.
Una volta conclusi, sarà inviato un rapporto al competente ufficio comunale, sulla base del quale lo stesso chiederà ai titolari dei vari siti interessati, con ordinanza, di provvedere a loro spese alla messa in sicurezza.
Due sono le alternative: o l’impermeabilizzazione attraverso l’utilizzo di materiali e colle speciali oppure lo smantellamento e lo smaltimento di un rifiuto considerato speciale, i cui costi di trattamento sono abbastanza elevati. L’auspicio è che il rischio per la salute pubblica possa esser neutralizzato rapidamente.
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