Allarme degli agricoltori vestini: 400 aziende a rischio per la siccità

Incontro tra il sindaco di Penne Petrucci e i responsabili di Coldiretti, Cia e Agia per fare il punto A minacciare le prossime produzioni, l’assenza di piogge che ha ridotto la capacità della diga
PENNE. Gli agricoltori dell’area vestina lanciano l’allarme. Nei giorni scorsi il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, insieme con il consigliere comunale delegato all’Agricoltura, Federico Domenicone, e il presidente del consiglio comunale di Penne, Pino Marautti, hanno incontrato gli imprenditori agricoli dell’area vestina alla presenza del presidente della Agia, Diego Giuseppe Pasqualone e del presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba. Sono state evidenziate le criticità di un settore che la prossima estate rischia di rivivere una stagione orribile come la scorsa. In particolare, la carenza di piogge rende ridottissima la capacità idrica dell’invaso artificiale di Penne che rifornisce tutto il comprensorio. «Il rischio di andare incontro a una stagione complicata è alto», fa sapere il consigliere Domenicone, anche presidente Coldiretti Penne. «Si prevede una situazione molto simile a quella dell’anno precedente. Di piogge fino ad oggi ce ne sono state pochissime, pertanto il livello del lago di Penne è drammatico. Se come l’anno scorso arriverà un lungo periodo di pioggia saranno compromesse sia la fienaggione che la raccolta cerealicola. Se, viceversa, non dovesse piovere, verrebbero compromessi tutti i raccolti ortofrutticoli primaverili e estivi, oltre a mais e altri cereali estivi. Per quanto riguarda la produzione di latte», continua Domenicone, «stiamo ancora scontando gli effetti della scarsa qualità dei foraggi del 2023 e, pertanto, le mucche hanno una media giornaliera ridotta. Di conseguenza oltre la cattiva alimentazione anche la fertilità ne risente in maniera negativa».
Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo dell’area vestina che si riforniscono nell’invaso della diga di Penne. La scorsa stagione estiva, le carenze di portata idrica provocarono un meno 50 per cento nella produzione di formaggi. La produzione di latte, invece, la scorsa estate è scesa di circa il 20-30 per cento, mentre il comparto cerealicolo ha registrato una riduzione della produzione del 50 per cento. Dai 40-45 quintali ettaro del 2022 si è passati ai 20-25 quintali ettaro nel 2023. Nel comparto della viticultura si sono persi circa due appezzamenti su tre. L’olio, invece, è schizzato a oltre 10 euro litro all’ingrosso. Le difficoltà dei produttori hanno comportato un innalzamento dei prezzi per i consumatori. Le ciliegie, ad esempio, da 3 euro al chilo sono balzate a 8 euro. Il prezzo del latte è arrivato a un costo di produzione di 55 centesimi. «Attraverso la centralità delle proposte avanzate da Cia, la Confederazione intende riaffermare il valore dell’intera filiera agricola», dice il presidente Agia, Pasqualone.
«Purtroppo», sottolinea il presidente Cia Chieti-Pescara, DOmenico Bomba, «le scarse piogge invernali sono un problema di difficile soluzione. Se la situazione dovesse continuare così, si dovrà chiedere la calamità naturale per salvare le aziende, ma i tempi potrebbero essere molto lunghi. Se non dovesse piovere, per la zona vestina sarà un problema serio. Siamo a lavoro per limitare i danni. Ne discuteremo anche con il prossimo assessore regionale all’agricoltura».

