Allarme incendi, a fuoco oltre 120 ettari

Vigili impegnati a Città Sant’Angelo, Pescosansonesco, Abbateggio e Alanno. A rischio case e aziende. Arriva il Canadair
CITTÀ SANT’ANGELO. È pesantissimo il bilancio della giornata di ieri sul fronte degli incendi in provincia di Pescara. I vigili del fuoco sono stati impegnati su più fronti, dalla tarda mattinata, con il supporto dei mezzi aerei, per fronteggiare le varie emergenze. E nel pomeriggio si è temuto il peggio, a Città Sant’Angelo, quando un rogo di sterpaglie ha minacciato delle abitazioni e un’azienda, divorando circa 60 ettari di terreno. Il lavoro di spegnimento è andato avanti per ore, nel centro angolano, con il supporto dei colleghi di Roseto.
Ma il primo campanello di allarme è suonato nella tarda mattinata, a Pescosansonesco, nell’area situata sotto alla strada che unisce i centri abitati di Pesco vecchia e Pesco Nuovo. Le fiamme si sono diffuse rapidamente, alimentate dal vento che in quella zona è sempre presente anche per via del notevole dislivello fra la zona bassa e quella alta della vallata. È scattata la richiesta di intervento e si sono attivati i vigili del fuoco di Pescara e dei distaccamenti di Alanno e Popoli, giunti con sei mezzi e una quindicina di uomini, oltre alle squadre di protezione civile di molti centri della Val Pescara. Attivati anche i carabinieri della stazione di Torre de' Passeri, al comando del brigadiere Matteo Carbone, i carabinieri forestali, i volontari del paese ed il personale del Comune, seguito costantemente dal sindaco Nunzio Di Donato.
Le fiamme, però, si sono estese rapidamente e il fumo si è alzato, invadendo tutto il costone soprastante l’area del rogo. Il rogo ha interessato zone incolte, vaste aree di macchia mediterranea e tantissimi uliveti arrivando ai resti del Tempio italico, diffondendosi poi verso le pinete di monte Queglia e Pizzo della Croce. In fumo una fetta di territorio di alto pregio ambientale, fino ad oggi indenne rispetto agli incendi che hanno già creato grande allarme in questa porzione della provincia.
Si pensa che l'innesco sia sicuramente di origine dolosa anzi i punti per appiccare il rogo sarebbero stati diversi e non uno solo. Complessivamente si stima che siano circa 80 gli ettari di terreno interessato all’incendio di ieri, delimitati dalla strada provinciale che ha fatto da barriera alla eventuale espansione del rogo. I vigili del fuoco hanno aggredito in più punti il fronte delle fiamme potendosi rifornire di acqua nel laghetto artificiale della Fontana Romana e sono intervenuti anche un elicottero e un Canadair il cui apporto è stato di fondamentale importanza per impedire che il rogo si espandesse verso le zone limitrofe, e soprattutto verso i nuclei abitati del paese, anche se il lavoro di spegnimento è stato osteggiato dal vento forte. Il lavoro è proseguito anche in questo caso fino a sera, per impedire che le fiamme potessero ulteriormente allargarsi ed invadere il confinante territorio di Corvara.
Emergenza anche ad Abbateggio, nella Valle Giumentina, in un'area piuttosto estesa coperta da bosco e macchia mediterranea. I vigili del fuoco, oltre a domare le fiamme, hanno presidiato un bed&breakfast, ritenuto a rischio.
Un altro incendio ha impegnato per ore i vigili ad Alanno, in località Oratorio, dove si è sviluppato un rogo di estensione limitata che ha interessato principalmente una zona coperta da sterpaglie. Qui l'intervento di spegnimento, durato alcune ore, è stato risolutivo e le fiamme non hanno intaccato i vigneti, nonostante il rischio concreto.
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