Allarme per il veglione: «C’è chi organizza feste»

30 Dicembre 2020

Lanciotti, direttore del distretto sanitario angolano: c’è incoscienza «Tanti ragazzi passeranno insieme Capodanno. E lo pagheremo tutti»

CITTà SANT’ANGELO. «Quello che sto vedendo in questi giorni non mi lascia per nulla tranquillo: gruppi di cinque o sei ragazzi nei supermercati con carrelli pieni di spesa, evidentemente intenti a organizzare il Capodanno in compagnia. Rispetto delle regole quasi nullo e rischi elevati per la collettività». A lanciare l’allarme e il dottor Enrico Lanciotti, ex presidente dell’ordine dei medici di Pescara e attuale direttore del distretto sanitario di Città Sant’Angelo.
«Purtroppo i giovani rappresentano quella fascia meno propensa ad accettare regole, limitazioni e divieti», spiega. «Non ce l'ho con loro, ma devo constatare con amarezza che le nuove generazioni fanno fatica ad imparare dal recente passato». E così analizza: «La fascia di età compresa tra i 14 e i 28 anni è quella più pericolosa. Non tanto per il singolo, quanto per la società. L’età media di chi viene colpito dal Covid si sta abbassando notevolmente, adesso siamo sui 40 anni. Questo significa che, dopo aver isolato gli anziani e responsabilizzato i genitori, ora il virus attecchisce in quella fascia di età che affronta la pandemia con molte meno precauzioni. Tra l'altro, spesso i ragazzi colpiti sono asintomatici o paucisintomatici. Così, mentre per loro il coronavirus non rappresenta un dramma, finiscono con il portarlo all’interno delle famiglie o delle scuole con tutte le conseguenze del caso». Di fatto per Lanciotti il capodanno dei ragazzi potrebbe rappresentare la nuova miccia del coronavirus, pronta a far esplodere la bomba già da metà gennaio: «Quello che ho visto con i miei occhi purtroppo mi lascia pensare questo. Carrelli pieni di cibo e di alcolici significa che tutti si stanno organizzando per la festa. Non sarà in discoteca o al ristorante, ma all'interno di private abitazioni, dove immaginare un rigido rispetto dei protocolli, come uso della mascherina e distanziamento sociale è arduo. Se così sarà è probabile che tra un paio di settimane ricominceremo con le classi in quarantena e con le famiglie infettate».
Proprio per questo Lanciotti non usa giri di parole e suggerisce: «Aspetterei a riaprire le scuole, almeno qualche settimana in più. Il 7 gennaio è una data troppo vicina. E poi anche il sistema di trasporto pubblico si è dimostrato inadeguato. Ragazzi assembrati alla fermata e poi ammassati sugli autobus: in quel caso basta un solo positivo per contagiare tutti. E la curva tornerebbe rapidamente a crescere».
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