Allarme smog: la qualità dell’aria torna scadente

12 Novembre 2020

Due giorni neri a novembre: il 1° per la ricorrenza dei defunti e martedì alla vigilia della zona arancione con i nuovi divieti

MONTESILVANO. La qualità dell’aria di Montesilvano torna nuovamente ad essere scadente. Dopo un lungo periodo di valori accettabili o buoni, da qualche giorno l’unica centralina fissa della città adriatica, posizionata su corso Umberto quasi al confine con Città Sant’Angelo, è tornata a segnalare dati tutt’altro che rassicuranti.
Basta dare un’occhiata al sito dell’Arta Abruzzo, nella sezione qualità dell’aria, per notare immediatamente un quadratino rosso vicino alla voce Montesilvano. Aprendo la scheda che restituisce tutti i valori analitici, giorno per giorno, dei vari parametri registrati dalla stazione fissa del centro cittadino, emerge come, dal primo al dieci novembre, sono ben due i giorni in cui la qualità dell’aria è risultata scadente (1° e 10 novembre), quattro quelli in cui è stata mediocre e solo quattro quella in cui è stato possibile definirla accettabile. Nessuna traccia, negli ultimi giorni, di qualità buona, registrata l’ultima volta il 25 ottobre, mentre sono quattro i giorni del 2020 in cui i livelli di polveri Pm10 hanno superato i limiti di legge, due volte a gennaio, in occasione della chiusura del viadotto del Cerrano sulla A14, e due volte a marzo (28 e 29), per ragioni non note e per giunta in pieno lockdown.
Entrando nel dettaglio dei parametri, a raggiungere livelli elevati sono stati in particolare i valori delle polveri sottili PM 2.5, con una media giornaliera di 32 microgrammi al metro cubo (µg/m³) nella giornata di martedì 10 novembre e di 27 µg/m³ il primo novembre. Non va meglio se si osservano i dati relativi alle polveri sottili PM 10, con valori che hanno raggiunto una media giornaliera preoccupante di 36 e 44 microgrammi al metro cubo rispettivamente il 4 e il 10 novembre. Per comprendere meglio questi ultimi numeri è importante sapere che il limite di 24 ore per la protezione umana è fissato per legge a quota 50 µg/m³, superato appunto quattro volte nel corso di quest'anno. Una situazione preoccupante, dunque, considerando anche il fatto che le recenti chiusure imposte alle attività dagli ultimi decreti anti-covid hanno ridotto anche il flusso veicolare delle migliaia di lavoratori che ogni giorno percorrono le strade della città adriatica per spostarsi nei vari quartieri o per raggiungere la vicina Pescara. Nonostante questo, le principali arterie di Montesilvano, soprattutto in alcune ore di punta, sono completamente congestionate. A pagare lo scotto principale del traffico sono soprattutto gli automobilisti che percorrono corso Umberto, via Vestina e via Verrotti, ma non se la passa meglio chi è costretto a utilizzare la rampa della tangenziale in uscita a Santa Filomena, soprattutto tra le 18 e le 19,30. Eppure sono diverse le soluzioni, negli anni, prospettate per alleggerire il traffico cittadino, come il completamento di via Saragat (il cui primo tratto avrebbe dovuto aprire al traffico già la settimana scorsa), l’eliminazione della rampa a Santa Filomena a favore di una discesa a raso su via Verrotti, la realizzazione della seconda canna del tunnel “i Pianacci” e il prolungamento della tangenziale fino al casello autostradale di Città Sant’Angelo. Nella maggior parte dei casi, però, i progetti sono rimasti sulla carta, con buona pace del tempo e soprattutto della salute dei montesilvanesi.