Allarme traffico: entrano 115mila auto ogni giorno

E 52mila pescaresi escono quotidianamente dalla città per studio o lavoro
PESCARA. È tornato tutto come prima. Superate le zone prima rossa e poi arancione che hanno limitato (se non azzerato) gli spostamenti, il traffico è tornato ad essere caotico, esattamente com’era prima della pandemia. E sono tornati i problemi di sempre legati alla circolazione, dovuti all’enorme numero di auto che si spostano da una parte all’altra di Pescara, con conseguenze dirette sui livelli di inquinamento atmosferico.
Un dato non irrilevante è quello dei veicoli che ogni giorno entrano in città: ne sono circa 115mila, stando agli ultimi dati a disposizione del Comune, di cui circa 63mila arrivano da ovest, 38 mila da nord e 15mila da sud, mentre sono 113mila i mezzi che quotidianamente, tra le 7 e le 21, lasciano la città. Dei circa 120mila residenti, ogni giorno si spostano per motivi di studio o di lavoro 52.500 persone (il 44%), di cui 12.300 circa si recano fuori del territorio comunale (23%). Nel dato sugli spostamenti rientra anche quello dei pullman della Tua: al capolinea di Pescara Centrale in un giorno feriale tipo il traffico in arrivo è pari a 4.625 passeggeri, mentre quello in partenza è pari a 5.806 passeggeri.
Per l’assessore Luigi Albore Mascia, che ricorda gli strumenti di pianificazione a disposizione (e cioè Piano urbano della mobilità sostenibile, Biciplan e Piano urbano del traffico, da aggiornare ogni due anni), contenere il traffico è impossibile, e «non si può incidere sulle singole vie» né la soluzione può essere «chiudere la città, tanto più che Pescara è pronta ad accogliere, ma bisogna creare le infrastrutture per offrire una valida alternativa», e «trovare un deterrente alle auto». La prima di queste soluzioni è il filobus, «il cui progetto ha ricevuto il via libera», ma Albore Mascia punta molto anche su un altro progetto, quello di riqualificazione dell’area di risulta, che «sarà una svolta per la città e andrà ad incidere sulla situazione del centro e sulla disciplina del traffico grazie a 2500 posti auto che permetteranno di liberare spazi per i residenti». Parlando di alternative l’assessore sottolinea «la grande diffusione delle auto elettriche ed ibride» che si immagina per i prossimi anni, «con un sicuro impatto sulla qualità dell’aria, e per questo stiamo lavorando su 200 colonnine di ricarica elettrica». Alternativa alle auto vuol dire anche biciclette, e quindi vuol dire «intermodalità», fa notare l’assessore ricordando che tra le possibilità di spostamento c’è «l’abbinamento treno - bici o treno - monopattino». Se è vero che è necessario un cambio di passo a livello culturale per abbracciare una nuova mentalità, è anche vero che vanno creati gli strumenti. E il Comune è all’opera, oltre ad aver promosso «un ampliamento delle piste ciclabili». «A Pescara Porta Nuova c’è già una ciclostazione. Lì le bici del Comune sono attualmente a disposizione del personale di alcune grandi aziende, per andare a lavoro. Al termine del progetto (con fondi statali) decideremo se queste bici, circa cento, saranno a disposizione per il “bike sharing” e libereremo i posti. Con Rfi e Legambiente, poi, stiamo lavorando per una ciclostazione a Pescara centrale, e anche lì si comincia a ragionare sul noleggio delle bici». C’è un bando, poi, per «il noleggio di bici e moto elettriche», con le stesse modalità di utilizzo dei monopattini (si chiama free floating e consente di utilizzare un mezzo, a pagamento, e di lasciarlo dove è più comodo al conducente). «Le moto elettriche, che saranno 50, sono attese a metà luglio, le bici elettriche tra agosto e settembre. Il sistema sarà lo stesso dei monopattini» che stanno facendo registrare un buon gradimento. «Gli abbonati sono più di mille», spiega l’assessore, il che vuol dire «che ci sono persone che tutti i mesi pagano per usare il monopattino come mezzo di spostamento e non sono ragazzini che vanno al mare».
Tra le iniziative in cui crede Mascia ce n’è un altro che riguarda sempre i mezzi in circolazione ma sulle Zone a traffico limitato. «Si devono fissare delle regole, regolamentare il carico e scarico delle merci, considerato che ci sono mezzi pesanti che entrano a tutte le ore, perché autorizzati, e rovinano la pavimentazione». Essendo stati eseguiti dei lavori di riqualificazione su alcune strade, «si deve pensare alla interclusione dei mezzi che superano i 35 quintali, con un contingentamento in determinati orari, oppure creare delle aree esterne dove eseguire queste operazioni».
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