Allarme ubriachi sulla spiaggia libera «Minacce continue»

4 Settembre 2020

Tante chiamate alle forze dell’ordine e proteste dei residenti Le bariste del chiosco Arci: ci infastidiscono e ci provocano

PESCARA. Si ubriacano. Minacciano. Bivaccano. Si lavano alla fontanella con l'acqua potabile a vista sulla "Passeggiata Eriberto".
Dormono, anche di giorno, infilati nei sacchi a pelo stesi sulla sabbia della spiaggia libera "Moroni a mare", come accadeva ieri alle 13.
Quel tratto di litorale tra Jambo e Nettuno è terra di conquista di un manipolo di stranieri, una decina tra marocchini e maghrebini, ma anche pescaresi, che trascorrono la giornata a sbevazzare seduti sul muretto di cinta, infastidire i passanti e minacciare chiunque tenti di avvicinarsi al loro territorio. I cittadini transitano sul marciapiede, protestano o passano silenti.
Dalle finestre dei palazzi di fronte, i residenti osservano smarriti quel degrado che avanza sotto casa, davanti al loro mare e lanciano allarmi alle istituzioni.
Polizia, carabinieri, polizia municipale e Guardia di finanza fanno avanti e indietro anche più volte al giorno, allertati dai cittadini o dai ragazzi del chioschetto Arci, costretti a «sopportare provocazioni e minacce ogni giorno».
«Ci infastidiscono, ci provocano, si sentono padroni di quel perimetro», lamentano le due ragazze di turno ieri al baretto, Carmen Mancone, pugliese di Minervino e Chloè Erhardt, francese di Nancy, «di continuo vengono a chiederci bicchieri, ghiaccio e il favore di ricaricare i telefoni alle prese di corrente. Tutto gratis. Non possiamo accontentarli sempre, li respingiamo e loro ci minacciano, tornano e ritornano e ci fanno le stesse richieste. Un continuo. E' andata avanti così tutta l'estate, difficile capire come gestirli».
Il giorno di Ferragosto è stato uno dei peggiori, raccontano le bariste del chiosco Arci: «Abbiamo dovuto chiamare la polizia quattro volte e utilizzare i buttafuori per dare serenità ai clienti della spiaggia», quest'anno molti pescaresi, dell'entroterra e inglesi.
Qualche settimana prima, durante una delle serate cinema organizzate da Arci «una scazzottata ha interrotto la nostra programmazione. Chiamiamo di continuo le forze dell'ordine. Spesso siamo solo in due al bar e abbiamo paura».
Un residente della zona, nativo del Nord, ha contattato il Centro per raccontare altri episodi di degrado di cui si rende protagonista il gruppetto di balordi: «Si lavano alla fontanella, sotto gli occhi dei passanti. Stanno sempre con la bottiglia in mano e il pomeriggio sono completamente ubriachi. Pure alla vicina chiesa di Sant'Antonio sono entrati per infastidire la gente» in preghiera.
«Anche la città di Pescara, che è un posto meraviglioso dove vivere», suggerisce, «dovrebbe avere un Forconi», il riferimento è a Marco Getulio, consigliere con delega speciale alla Sicurezza al Comune di Montesilvano, «che vigili sulla tranquillità dei cittadini», conclude il residente di viale della Riviera.
A Montesilvano, i continui blitz dei vigili urbani sulle spiagge e in pineta hanno, di fatto, risolto il problema dei bivacchi.
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