Alle superiori in classe al 60% I presidi: «Siamo già pronti»

22 Aprile 2021

Da lunedì si cambia, per le quinte tutti gli studenti in aula per prepararsi all’esame di Stato I dirigenti: «Poco tempo per organizzarci e spazi che non bastano, sì agli orari scaglionati»

PESCARA. Sessanta per cento di studenti in presenza da lunedì. Il governo alza l’asticella ma i presidi delle scuole superiori non si spaventano: «È faticoso organizzarsi in così poco tempo, ma siamo pronti a ripartire anche con questo 10% in più di presenze in classe». Cento per cento, no: «Non ci sarebbero gli spazi per il rispetto del distanziamento» richiesto dalle normative anti Covid.
Le quinte classi, con ogni probabilità, saranno tutte in presenza per consentire agli studenti una migliore didattica in vista degli esami di Stato. Gli ingressi saranno scaglionati per andare incontro alle esigenze dei pendolari. Sono i provvedimenti in fase di riordino a cui stanno lavorando i dirigenti scolastici degli istituti superiori pescaresi.
Si dice «fiduciosa», Raffaella Cocco, preside del liceo artistico musicale e Coreutico Misticoni-Bellisario (MiBe), 1.040 studenti complessivi, 47 classi in alternanza settimanale, da 22 a 25 alunni per ogni classe, «stiamo lavorando con impegno e fatica per far rientrare i ragazzi al 60% in presenza e 40 con la didattica a distanza. Avremmo preferito che restasse la didattica al 50% perché è più semplice l’organizzazione degli orari» che saranno scaglionati, con ingressi e uscite dalle 8 alle 13 e dalle 9,40 alle 14,15, «il 100% ci avrebbe preoccupato per via degli spazi che non possono accogliere tutti, in tempi di distanziamento. Amplieremo la sicurezza con i depuratori dell’aria».
La preside del MiBe chiede alle autorità sanitarie «l’accelerazione del completamento della profilassi vaccinali per il personale scolastico e vaccini anche per gli studenti, mentre i tamponi sono previsti a maggio».
Al liceo scientifico Da Vinci, 1.500 studenti, 750 attualmente in presenza a rotazione settimanale, il dirigente Nora Ruggieri, resta in attesa dell’ufficializzazione del provvedimento governativo, ma con la sua vice, Concetta Maiezza, sta mettendo a punto la riorganizzazione dei campi di sicurezza «dal metro buccale, ai bollini a terra, ai percorsi colorati, nel rispetto delle dinamiche del distanziamento». «Abbiamo rimisurato tutte le aule», spiega la preside del Da Vinci, «siamo preparati anche a superare il 60%. Le quinte classi saranno in presenza per agevolare la preparazione all’esame e recuperare le relazioni con i docenti. Gli ingressi rispetteranno due fasce orarie, dalle 8,05 e alle 9,55 per i pendolari che usano i mezzi di trasporto. Il biennio entra alle 8, il triennio entra ed esce più tardi. La presenza al 100% non è attuabile» per la impossibilità ad utilizzare appieno gli spazi scolastici, «ma, in generale, non dovrebbero esserci grandi stravolgimenti, si tratterà di trasferire le classi da un’aula all’altra» compatibilmente con la capienza dei locali.
Tutto più che pronto anche all’istituto Volta, 1.560 studenti, dove il dirigente Maria Pia Lentinio, per il tramite della vice preside Giuseppina Di Massimo, fa sapere che la scuola «ha pronto un piano che ci consente di ripartire anche fino al 75% come è già accaduto nel settembre scorso, a inizio anno scolastico, per cui pensiamo di non aver alcun tipo di problema. Ma aspettiamo l’ufficializzazione ministeriale o le indicazioni del comitato tecnico scientifico».
In linea di massima lo scenario degli ingressi è il seguente, spiega il dirigente dell’istituto di via Volta: «Alle 8 entrano le prime classi, le seconde e alcune terze escono alle 13. Altre terze, quarte e quinte entrano alle 9,30 ed escono alle 14,30».
Il Volta è una delle scuole che dispone di banchi a rotelle, iniziativa del governo Conte: «Questi banchi apportano vantaggi al distanziamento, oltre che funzionali per la disinfezione. Sono utilizzati in diverse classi», chiude Lentinio.