Allegrino: abbiamo bisogno di terra per altri orti sociali

9 Ottobre 2016

Appello della neo assessora che undici anni fa ha avviato questa esperienza nei rioni di Fontanelle e San Donato

PESCARA. «Nasceranno altri orti sociali in città. Siamo alla ricerca di terreni pianeggianti, che non vengono utilizzati o che restano incolti». È una sorta di appello ai proprietari di appezzamenti, quello lanciato dal neo assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino, 53 anni, che undici anni fa diede vita agli "Orti d'Oro Domenico Allegrino", a ridosso tra via Fosso Cavone e via Lago Negro, tra i rioni Fontanelle e San Donato. Iniziativa «che continua a distinguersi in tutto per il Centro Italia per l'unicità e il modo vincente di rispondere al bisogno di socialità e sostegno, anche economico, delle persone della terza e quarta età che, dopo la pensione, impiegano il loro tempo nei campi a coltivare verdure, per poi godere dei frutti del loro impegno».

Ieri mattina, il rito dell'annuale consegna dei 52 piccoli campi (75 metri ciascuno comprensivi di impianti irrigui, dislocati su una superficie complessiva di 6mila 500 metri quadrati e ribattezzati con i nomi delle virtù cardinali, teologali e tutti i valori in generale, come fratellanza, amicizia, speranza, carità, gioia, pace) ad altrettanti ortolani, tra i quali due donne, di età compresa tra 64 e 85 anni, tanti settantenni, ciascuno con un diverso passato professionale. Tra essi ferrovieri, pasticcieri, impiegati, autisti, commessi, muratori, carabinieri, poliziotti, ispettori di polizia, piastrellisti, meccanici, falegnami, gestori di supermercato, operai, carpentieri, finanzieri, funzionari di dogana, idraulici e uscieri. «Siamo arrivati a 11 anni di attività» commenta la Allegrino, che ha donato ai presenti bustine di semi da piantare. Ogni anno la consegna dei campi , anche ai nuovi verdurai, rappresenta un momento di emozione sincera per i volontari e gli ortolani. «Molti sono in attesa di ottenere un piccolo appezzamento», prosegue Allegrino, «e siamo rammaricati di non poter soddisfare tutte le richieste per mancanza di siti. La semina, però, avviata più di dieci anni fa, si è tradotta in una opportunità concreta di sostegno alle famiglie, perché a loro è destinato il raccolto, oltre al fatto che questa esperienza di "longevità attiva" è un aiuto per tenere mente e corpo sempre impegnati». Ieri, i contadini di Fontanelle e dintorni hanno ricevuto anche la visita di un ospite speciale, Giuliana Martini, in compagnia della sorella Stefania, romane, ma abruzzesi originarie di Rovere, nell'Aquilano. Giuliana organizza cerimoniali ed è stata collaboratrice dello scomparso presidente sudafricano Nelson Mandela. La Martini ha elogiato il lavoro dell'associazione Allegrino onlus: «Questo villaggio della solidarietà farà crescere Pescara». Un augurio che ha fatto dire alla Allegrino: «L'orto è uno strumento importante della solidarietà perché insegna a coltivare valori». Mariella Gentile, pescarese nata a Isernia, da due anni si occupa del campo "Il deserto fiorirà", in via Lago Negro, racconta i benefici delle giornate trascorse a piantare legumi e verdure: «La mente stacca, facciamo movimento, stiamo all'aria aperta. Zappare aiuta a combattere ansia e insonnia. Non usiamo pesticidi e realizziamo conserve in barattolo». Vanno nei campi all'alba, combattono contro ladri di pomodori, zanzare e topi, ma socializzano, Nicola Di Giacomo, Gino Armentano, Sergio Di Luzio, Guido Lops e Giovanni Rosito: «Siamo amici, ci scambiamo consigli sulle coltivazioni e la gente, incuriosita, si ferma a guardare e ci chiede come organizzare orti casalinghi».

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