Allergie in aumento: colpa anche della troppa igiene

L’allergologa pediatra Di Pillo: «Così viene sbilanciato il sistema immunologico Di fronte a certi sintomi, fate subito i test senza aspettare che il bambino cresca»
PESCARA. Malanni di stagione, o forse non solo. Che invadano le vie respiratorie o l’apparato gastrointestinale, le allergie interessano sempre più pazienti, e in particolare sono in aumento tra i piccoli, anche piccolissimi. Vi sono manifestazioni che si acutizzano nella stagione dei pollini, altre che invece persistono durante tutto l’anno; la diagnostica si avvale di prove sempre più affinate. Ne abbiamo discusso con l’allergologa pediatra Sabrina Di Pillo, responsabile del servizio regionale di allergologia e fisiopatologia respiratoria infantile della clinica pediatrica di Chieti. Al centro teatino arrivano ogni giorno pazienti anche da fuori regione.
Dottoressa Di Pillo, sin da che età possono essere indagati i sintomi delle allergie?
«Laddove si presenta una sintomatologia persistente, o se c’è una familiarità in questo senso, le prove allergiche possono essere effettuate sin dai primi mesi di vita del bambino. È errata la credenza secondo cui è bene aspettare che siano più grandi. L’aspetto che bisogna tenere in considerazione è la sensibilità ai test che può essere lievemente ridotta nel bambino più piccolo, infatti i cut-off di riferimento, ovvero i valori di soglia, sono in genere più bassi nel bambino di età inferiore a 2 anni, perciò anche una lieve positività riscontrata nelle prove allergologiche rileva un’allergia alimentare o respiratoria sempre però in relazione alla sintomatologia clinica» .
Quali test permettono di diagnosticare le allergie?
«Inizialmente si procede con i test cutanei, i cosiddetti prick test, successivamente si valuta se approfondire con un esame del sangue che dosa le IgE specifiche. Da alcuni anni, poi, la diagnostica molecolare ha permesso di effettuare un’analisi ancora più accurata degli allergeni, che permette di valutare, in caso di allergia alimentare, la gravità dei sintomi e la sua prognosi. Invece, in caso di allergia respiratoria, documenta se si tratta di vera allergia o di cross-reattività tra inalanti e alimenti. Questa analisi viene prescritta ed eseguita solo in centri specializzati, come quello di Chieti».
Qual è il primo provvedimento da adottare quando si sospetta di avere un’allergia, ad esempio alimentare?
«In caso di prove allergiche positive e comparsa di sintomi subito dopo l’ingestione di un alimento come latte, uovo, frutta secca e altri, si consiglia una dieta di esclusione dell’alimento incriminato. In caso di risultati dubbi delle prove, in assenza di sintomatologia, non è necessario togliere l’alimento; se invece il quadro clinico non è ben definito, si effettua la cosiddetta dieta diagnostica: la sostanza viene tolta per tre settimane, e poi viene rifatto il test di scatenamento con l’alimento per verificare l’eventuale scomparsa e ricomparsa dei sintomi».
Quali sono i sintomi che possono fare sospettare la presenza di un’allergia?
«La sintomatologia varia da quella respiratoria come wheezing, tosse, dispnea, asma, rinite a quella gastrointestinale come diarrea, vomito, dolori addominali, reflusso gastroesofageo nei più piccoli, e cutanea come dermatite atopica e orticaria. Il quadro clinico più grave è l’anafilassi che è una reazione acuta generalizzata pericolosa per la vita».
Dei casi che arrivano nella vostra struttura, si parla di aumento o diminuzione delle allergie? E perché?
«Sicuramente i casi sono in aumento, anche tra le allergie non alimentari. Questo è dovuto sicuramente all’inquinamento, allo stile di vita occidentale, al tipo di alimentazione con cibi raffinati, ma anche alle aumentate norme igieniche, la cosiddetta “Hygiene Hypothesis”. Si pensi che nei Paesi meno sviluppati del mondo le allergie sono meno frequenti. Questo perché vi è uno sbilanciamento del sistema immunologico verso la produzione di linfociti Th2 proprie dell’allergia».
Allergie primaverili: in che età sono più comuni e come vanno affrontate?
«Le allergie più frequenti in Italia sono quella alle graminacee e alla parietaria ed ultimamente anche al cipresso. Il 10% dei bambini è affetto da asma e dal 7 al 20% da rinite allergica. Poi in genere subiscono una remissione dei sintomi durante l’adolescenza, che potrebbero ricomparire nell’età adulta».
Per le visite per sospetta allergia alimentare, a farmaci e a veleno di insetti, occorre contattare direttamente o telefonicamente la segreteria di allergologia clinica al numero 085/4252601 dalle 12,30 alle 14. Il sito Asl suggerisce, per chi va sottoposto a test cutanei, di sospendere l’assunzione dei farmaci antistaminici (7 giorni) e cortisonici (20 giorni) prima di effettuare il test.
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