Alloggi e mensa per aiutare i papà separati

Il Comune fornisce servizi e strutture per i genitori in difficoltà economiche, sono 150 i casi in città
PESCARA. Il Comune corre in aiuto dei genitori separati che non riescono ad arrivare alla fine del mese con i loro redditi. La giunta ha approvato un progetto che prevede l’assegnazione temporanea di alcuni alloggi e la realizzazione di una mensa dedicata a queste persone. Si tratta di 4-5 mini alloggi che verranno realizzati in un edificio in via Ciafardini, nelle vicinanze del cimitero e di una mensa che sorgerà all’interno dell’ex circoscrizione Castellamare in viale Bovio. L’iniziativa è stata presentata ieri dagli assessori al bilancio e al sociale Antonio Natarelli, che ha seguito l’iter quando era presidente della commissione Politiche sociali e Antonella Allegrino.
«Il progetto», ha spiegato Natarelli, «scaturisce da un’analisi sociale che ha evidenziato l’esistenza di questa particolare problematica tra genitori separati. Problematica che interessa principalmente i padri, ma è applicabile anche alle madri costrette ad abbandonare il tetto coniugale. Ci rivolgiamo al coniuge che non ottiene in affidamento i figli, ma deve comunque pensare al mantenimento. In molti casi si ritrova senza una casa e, se non benestante, deve fare i conti con una situazione economica complessa».
Secondo Allegrino, i genitori in questa situazione sarebbero all’incirca 150 a Pescara. «La presenza prevalente è quella dei padri, come attestano i dati nazionali», ha rivelato, «gli ultimi rilievi Istat, relativi al 2015, indicano più di 91mila separazioni legali in Italia, per lo più consensuali. I padri separati sarebbero circa 4 milioni, di questi circa 800mila toccherebbero la soglia di povertà».
«La mancanza di un alloggio», ha affermato l’assessore, «mette in difficoltà questi genitori, non solo psicologicamente, ma anche materialmente poiché non vi sono le condizioni per assolvere pienamente al proprio ruolo di padri o madri».
«Sono numerose le situazioni seguite dai nostri operatori dei servizi sociali», ha sottolineato Allegrino, «papà separati che rischiano di restare senza un’abitazione, soprattutto se non possono contare sui loro parenti. Come amministrazione comunale, dunque, vogliamo portare avanti questa esperienza di “co-housing” affinché i padri possano compiere un primo passo per ristabilirsi dal punto di vista economico, ma anche affettivo ed emotivo. Il poter usufruire di pasti gratuiti, inoltre, consentirebbe ai padri di ridurre i costi da sostenere e contare su maggiori risorse economiche».
Il progetto dovrebbe essere realizzato in tempi brevi. Natarelli ha assicurato che verranno stornati dal bilancio i primi 40mila euro. Poi, il Comune spera di poter avviare un bando per la ricerca di sponsor privati in grado di finanziare questa operazione. Ovviamente, non potranno essere aiutati tutti i genitori in difficoltà. I 4-5 alloggi, una volta pronti, verranno assegnati solo temporaneamente, maggiori disponibilità avrà invece la mensa. «Si tratti di un sostegno temporaneo», ha concluso Natarelli, «finché perdura lo stato di difficoltà». (a.ben.)
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