ALLORO FACILE ED ELEGANTE

QUESTA PIANTA SIMBOLO DI GLORIA È UN SEMPREVERDE CHE CHIEDE SOLO POTATURE ANNUALI
di Jolanda Ferrara
Nel linguaggio delle piante l'elegante l'alloro (nome scientificoLaurus nobilis) fin dall'antichità simboleggia gloria e vittoria, sapienza divina e illuminazione. Nel tempo i ramoscelli di questa pianta nobile per eccellenza, sono stati intrecciati in corone per ornare – “laureare” – il capo di imperatori, poeti e vincitori, uso ancora oggi in voga in occasione di laurea accademica.
L'alloro è una pianta aromatica sempreverde dal bel fogliame verde scuro, ideale per formare siepi ornamentali, miste o in purezza, e frangivento. Si tratta di una pianta autoctona diffusa nella zona litoranea e aree limitrofe, rustica, di facile coltivazione e dai molteplici impieghi. Dalle foglie si estraggono oli essenziali dalle proprietà antibatteriche ad ampio spettro, con una certa attività antivirale e fungicida. «L'importante», avverte il nostro esperto Cristiano Del Toro, «è fare attenzione ai dosaggi impiegati, trattandosi di potenti concentrazioni di principi attivi che in quantità eccessiva possono diventare sostanze pericolose».
Gli oli essenziali dell'alloro trovano varia utilità nell'economia domestica, in aromoterapia e per deodorare ambienti domestici, in agricoltura – alla stregua di altre aromatiche come rosmarino, cedrino, timo – per sterilizzare il semenzaio prima di ripartire con le semine, e come repellente di insetti e afidi, in cucina come condimento aromatico favorente la digestione delle carni grasse (cinghiale, agnello) e dei legumi.
Dal frutto/bacca (simile alla drupa dell'olivo) si ricava il sapone d'Aleppo molto usato nelle zone mediorientali. Questa pianta ornamentale ben si adatta al giardino mediterraneo e a contesti mediamente aridi; dove ha possibilità di svilupparsi sarà un albero esuberante e lucente. L'alloro ha buona resistenza idrica e la sua manutenzione è limitata alle potature. Nel caso di siepe si tratterà di potatura annuale di contenimento, in caso di pianta più sviluppata di potature per sfoltire la chioma, da praticare in autunno, da settembre in poi, e in inverno comunque prima della ripresa vegetativa tra febbraio e marzo, come consiglia Del Toro, specialista in architettura del paesaggio. Con i pezzetti di rami dell'anno si possono creare talee, da lasciar riprodurre in un miscuglio di terriccio ben drenato, sabbia e compost.
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