Allungata la pista ciclabile: altri 43 chilometri di lavori

2 Giugno 2023

Opere per 27 milioni: ponti a Torino di Sangro, sul Tronto e varianti a Vasto e Pineto

PESCARA. Da Martinsicuro a San Salvo, anzi dalle Marche al Molise in bicicletta pedalando lungo la costa abruzzese. Con ponti che a Nord attraversano il fiume Tronto o che a Sud uniscono il territorio di Vasto con il comune di Termoli. Ponti persino sospesi come quello che nascerà a Torino di Sangro.
Oppure pigiando sui pedali lungo nuove varianti come quella prevista nella zona industriale di Vasto, che mantengono i Tir a distanza di assoluta sicurezza. O le lunghe pedane, in materiale ecocompatibile, che saranno realizzate sulla spiaggia di Francavilla.
Non è un libro dei sogni su due ruote, con pedalata assistite oppure classica, ma è un progetto reale che costa la bellezza di 27 milioni di euro ed è entrato ieri in dirittura finale grazie a delibere approvate dalla giunta regionale. L’opera permetterà, nel giro di tre anni, a partire da oggi, di allungare di ulteriori 43 chilometri l’attuale pista ciclopedonale della costa abruzzese, facendola diventare la più bella d’Italia. Tre anni durante i quali la Regione Abruzzo seguirà, con incontri e sopralluoghi, i Comuni interessati oltre che impegnati a esperire le gara d’appalto, in modo che nessuno di questi rimanga indietro rispetto ai tempi categorici dettati dall’Europa.
I COMUNI INTERESSANTI
La Ciclovia turistica Adriatica è una pista che, nel complesso, si sviluppa lungo la costa da Chioggia al Gargano per una lunghezza record di 1.109 chilometri.
Il tratto abruzzese si sviluppa su 131 chilometri e attraversa 19 comuni da Nord a Sud: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto, Pineto, Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo.
L’obiettivo del progetto è quello di creare nuovi tratti, per dare la continuità totale al percorso, che in Abruzzo ora presenta diversi punti di interruzione. Porzioni mancanti che costringono gli amanti delle due ruote a pedale a deviare lungo strade trafficate.
Una parte delle somme stanziate o ancora da stanziare, sarà invece utilizzata per interventi di manutenzione straordinaria del tracciato esistente che, grazie alle precedenti amministrazioni, la Regione Abruzzo è riuscito a realizzare con diversi anni d’anticipo rispetto a tutte le altre Regioni della costa adriatica.
I FINANZIAMENTI
Il costo totale del progetto, si diceva, è di 27 milioni di euro, di cui la fetta più grande, di 20 milioni, è finanziata attraverso il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).
Le somme già disponibili ammontano a sette milioni di euro, destinate ai cosiddetti enti attuatori, ovvero ai Comuni della costa abruzzese. E per quanto riguarda la certezza delle altre risorse, proprio ieri in giunta è stata approvata una delibera tecnica/contabile che prevede una variazione nel bilancio di previsione della Regione. Ma qui entriamo in tecnicismi su numeri a nove zeri. Torniamo all’opera vera e propria.
GLI INTERVENTI
I principali interventi sono una decina. Prevedono sia il completamento e la messa in sicurezza della parte esistente sia la realizzazione degli ulteriori 43 chilometri di pista entro il 30 giugno del 2026.
Nel dettaglio le opere consistono nella: ricucitura dei tratti mancanti con la pista già esistente; realizzazione di nuovi interventi, tra cui i principali sono: ponte sul fiume Tronto, sul territorio del comune di Martinsicuro, per il collegamento con la Regione Marche; realizzazione di una pista eco compatibile nella Riserva del Borsacchio; completamento della pista eco compatibile nella riserva naturale del Cerrano. L’intervento consiste nella realizzazione di una adeguata variante che permetta di aggirare la celebre torre senza doverci più passare all’interno come attualmente accade; adeguamento del ponte sul fiume Piomba, di collegamento tra i Comuni di Silvi e Città Sant’Angelo. In questo caso, i lavori prevedono un giusto adeguamento della carreggiata in modo tale da non sottrarre spazio alla porzione riservata al transito automobilistico.
Il progetto sarà illustrato ai Comuni interessati già il prossimo 8 giugno, in fase di conferenza di servizi cui prenderanno parte la Regione Abruzzo e gli altri portatori di interesse.
L’elenco riportato su una scheda tecnica della Regione, che il Centro ha potuto visionare, prosegue con il completamento e adeguamento della pista ciclabile nel comune di Francavilla, attraverso la realizzazione di tratti ciclabili su passerelle in legno anche sulla spiaggia, dove si rende necessario per non ridurre lo spazio sul lungomare riservato alle auto; realizzazione del tratto mancante di collegamento tra i comuni di Francavilla e Ortona. Che permetterà di raggiungere facilmente quest’ultima località, per esempio, in poco tempo da Pescara senza deviare sulla Statale; intervento post erosione litoranea in Contrada Dragoni, nel Comune di Torino di Sangro.
Il progetto, in questo caso, prevede perfino la costruzione di un ponte sospeso; e infine la variante nel comune di Vasto per scavalcare la zona industriale, soggetta a un incremento di traffico di mezzi pesanti a causa di nuovi insediamenti (tra cui Amazon).
Quest’ultima opera, quindi, permetterà a chi va in bici di farlo in assoluta sicurezza: a dovuta distanza dal traffico dei Tir. Con il vicino Molise, inoltre, è aperto un concreto canale di dialogo per la realizzazione del ponte ciclopedonale che unirà le due regioni, la cui realizzazione spetta però a quella a noi confinante.
CHI CURA L’OPERA
Il progetto fa capo all’assessore regionale al Turismo, Daniele D’Amario, quindi al Dipartimento Sviluppo economico e Turismo, diretto da Germano De Sanctis, al Servizio Politiche Turistiche e Sportive, il cui dirigente, Carlo Tereo De Landerset, ricopre il ruolo di Rua (Responsabile unico dell’attuazione), e all’Ufficio Politiche Turistiche e Mobilità Turistica, in particolare ai professionisti Roberto Iezzi e Michela Portacci.
I TEMPI OBBLIGATORI
Il cronoprogramma previsto per gli investimenti finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza non concede deroghe e ritardi.
Entro la fine dell’anno in corso, quindi per il 31 dicembre 2023, i Comuni interessati dovranno appaltare le opere. Tecnicamente si dice Ogv notifica aggiudicazione lavori.
Il 30 giugno del 2024, dovrà quindi essere realizzato il 20 per cento delle opere. Che infine dovranno essere completate fra tre anni, a giugno del 2026. L’Europa non ammette ritardi.
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