Altri tre lasciano la divisa Esodo dei vigili in Comune

25 Febbraio 2017

Perde pezzi il comando della polizia Municipale che oltre al cambio di mansioni deve fare i conti anche con i sei pensionamenti previsti entro quest’anno

PESCARA. Si pensa a ripristinare i servizi notturni della polizia municipale, come auspica il questore (vedi pezzo a fianco), ma al Comando di via del Circuito è partito lo spopolamento. Tra pensionamenti, trasferimenti e richieste di mobilità.

Ad aprire l’esodo è stato, un paio di mesi fa, il maggiore Fabio Ballone che ha accettato di dismettere la divisa indossata per 38 anni per andare a lavorare come dipendente comunale all’ufficio Tributi del Comune. Una scelta, aveva spiegato lui stesso al Centro, dettata da una serie di valutazioni che prendevano spunto, sì, «dagli acciacchi dettati dall’età» per i quali il medico lo aveva sottoposto alla scelta, ma per cui si erano rivelati decisivi i rapporti mutati all’interno del Comando. «Non vengono più premiate la professionalità e l’esperienza», aveva detto Ballone, «avrei voluto un servizio che tenesse conto di questo. Ma niente. Al comando di Pescara i giovani sono per la maggior parte negli uffici e i vigili con i capelli bianchi sulla strada». E così, è storia di questi giorni, dopo il maggiore Ballone hanno lasciato la divisa altri tre vigili urbani con esperienze nella Municipale che vanno dai 20 ai 30 anni. Il motivo, sulla carta, è sempre quello, problemi di salute che ne impedirebbero il lavoro in strada. Ma il fatto è che i tre, in strada, non ci lavoravano più da un pezzo, essendo impiegati negli uffici del Comando. Ma hanno preferito andarsene lo stesso. E da qualche giorno hanno preso servizio in diversi uffici del Comune, chi all’Anagrafe, chi all’ufficio Personale, chi agli Affari istituzionali.

Tre vigili rimpiazzati dai quattro arrivati con la mobilità all’inizio dell’anno, ma che lasciano comunque presagire un esodo da qui ai prossimi mesi. Troppi scontenti, soprattutto nella vecchia guardia, che non si vede riconosciuta età ed esperienza non solo e non tanto dal comandante Maggitti, ma dagli stessi colleghi più giovani. E messa spalle al muro dalla visita medica finalizzata, tra le altre cose, a verificare l’idoneità del dipendente a svolgere servizio in strada, è pronta a voltare pagina. Ma chi resta?

È un problema imminente che deve fare i conti anche con i prossimi pensionamenti. Come quelli dei due ufficiali Piera D’Emilio, responsabile del settore Ambiente ed ecologia e Gino Di Bernardo, responsabile dell’ufficio Amministrativo e vicario del comandante, dopo il pensionamento del colonnello Mario Fioretti. Ma ancora, dopo professionalità come Ennio Stumpo, quest’anno se ne andranno anche Giuseppe Zuccarini, in servizio in Procura, Enio Della Penna, a Informazioni e notifiche, Marco Giampietro, motociclista, ed Ezio Papa, responsabile dei mezzi. Mentre si prepara ad andare in pensione nel 2018 Daniele Verdicchio, Urp e alla sala operativa.

Un impoverimento senza precedenti per il Comando pescarese chiamato a vivere un importante cambio generazionale condito dal malcontento che sta accelerando la fuoriuscita anche di chi non è pensionabile. Ma di questo il Comune sembra essere consapevole tanto che sta studiando l’inserimento, al Comando, della nuova figura di amministrativo. Ma quanti saranno disposti ad accettare di lasciare la divisa, e il relativo demansionamento, pur di rimanere al Comando?(s.d.l.)

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