Altro che monumento naturale: una discarica

È stracolmo di rifiuti il tratto di spiaggia libera “Le dune” che il Comune candida al riconoscimento
MONTESILVANO. Presto potrebbe diventare un monumento naturale, eppure ad oggi ricorda più una discarica che un’oasi ambientale. È il tratto di spiaggia libera “Le dune”, una breve porzione di litorale di Montesilvano caratterizzato, come rivela appunto il nome, dalla presenza di un sistema dunale arricchito da varie specie di piante tipiche, alcune delle quali anche protette. Una piccola eccezione rispetto ai restanti 4,5 chilometri di spiaggia montesilvanesi, tutti pianeggianti, quasi totalmente attrezzati nel periodo estivo, e ben diversi da questo segmento di arenile.
È proprio per questa ragione che, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, su richiesta di Pd e M5S, hanno approvato all’unanimità una mozione volta ad attivare l’iter per il riconoscimento della spiaggia libera “Le dune” come monumento naturale. Una denominazione, per il quale sarà necessario presentare richiesta alla Regione, che avrà l’obiettivo di garantire maggiore tutela al tratto di spiaggia affinché non spariscano per sempre anche queste ultime dune ricche di vegetazione. Un grande risultato sia per i proponenti che per le associazioni ambientaliste, dunque, tra cui quella di cittadini attivi che da tempo hanno preso a cuore le sorti del tratto di spiaggia di Santa Filomena.
Il prossimo passo potrebbe essere il trasferimento del punto di alaggio che sorge proprio a ridosso delle Dune e che impatta in maniera decisamente negativa sull’ambiente.
Basta addentrarsi tra le imbarcazioni, infatti, per trovare cumuli di rifiuti, alcuni dei quali riempiono per intero delle barche presenti proprio al confine con la strada. Sacchi dell’immondizia, resti di motori e altri componenti delle imbarcazioni, bottiglie di vetro, oggetti di plastica, sedie e sdraio rotte: sono solo alcune delle tipologie di rifiuti che si incontrano sulla spiaggia, spesso utilizzata anche per bivacchi a causa della presenza delle barche, e che donano un aspetto tutt’altro che naturale a “Le dune”.
Ci sono perfino due pneumatici abbandonati nel tratto più alto della spiaggia e ben visibili sia dal bagnasciuga che dal marciapiede. (a.l.)

