Amarezza per il Francavilla calcio «Nessuna proposta seria per la D»

26 Luglio 2019

Luciani: chiederemo alla Figc l’iscrizione in una delle categorie inferiori, salvato il settore giovanile Il presidente Putrini: sono arrabbiato, caduti nel vuoto tutti i nostri appelli all’imprenditoria locale

FRANCAVILLA. Game over. Il Francavilla è fuori dalla serie D. Si sono spente nel pomeriggio di ieri le residue speranze di riuscire a salvare il salvabile nei tempi stabiliti dalla Lega Nazionale Dilettanti (Lnd), le 17 di ieri. Nessun viaggio a Roma, quindi, per consegnare il ricorso e, con esso, i circa 50mila euro (tra assegni e fideiussione) necessari per completare l'iscrizione (con "riserva") concessa dalla Lega evitando, contestualmente, lo spettro dell'estromissione, definitiva, dal prossimo campionato di serie D. Divenuto invece realtà, nonostante i ripetuti tentativi operati da Gianfranco Putrino, Maurizio Rapino e Marco Tiberio. Il terzetto che aveva di recente rilevato il club dalle mani del dimissionario patron Gilberto Candeloro. «A loro», sottolineava ieri il sindaco (nonchè ex presidente, diverse stagioni fa, del sodalizio giallorosso) Antonio Luciani, che ha seguito passo passo, fino all'epilogo, l'intera vicenda, «va il mio personale grazie. Per i tentativi, purtroppo infruttuosi, perpetrati in questi giorni e per l'aver comunque garantito, quanto meno, l'esistenza del club, sia pur solo a livello di settore giovanile, e quella del calcio a 5 femminile, che potrà infatti disputare quella A2 tanto faticosamente conquistata». In realtà, ferma restando l'esclusione dalla quarta serie, l'obiettivo è quello di limitare i danni cercando egualmente di iscrivere la prima squadra (ovviamente da rifondare ex novo) in uno dei campionati dilettantistici regionali. «Putrino come presidente e io in qualità di sindaco», conferma il primo cittadino di Francavilla, «chiederemo ora alla Figc l'iscrizione a una delle categorie inferiori: la più alta possibile, nella consapevolezza che anche in un campionato minore, tifo, amore e sostegno alla squadra non mancheranno, come non sono mai mancati in questi anni». Gli auspici di Luciani e della dirigenza dovranno però fare i conti con la realtà e con i recenti precedenti capitati, in situazioni analoghe, a Lanciano e L'Aquila, costrette entrambe a ripartire dalla Prima categoria. Sia in Eccellenza sia in Promozione, infatti, gli organici sono già completi e se anche, ma lo si saprà lunedì prossimo, dovessero dare forfeit l'Angizia Luco (in Eccellenza), o il Martinsicuro (in Promozione), i posti da loro lasciati vacanti, spetterebbero, nell'ordine, al Casalbordino e al Pizzoli, ossia alle due società che risultano al primo posto nelle rispettive graduatorie riservate a chi, nei tempi previsti, aveva inoltrato la domanda di ripescaggio. «Vedremo cosa ci diranno in Federazione», il commento dell'attuale presidente giallorosso Putrino, visibilmente amareggiato per la piega presa dagli eventi. «Per la verità», sottolinea il diretto interessato, «sono arrabbiatissimo. Soprattutto per i ripetuti appelli, caduti nel vuoto, rivolti in questi giorni all'imprenditoria locale. Sono infatti convinto che se ognuno, come io e i miei due compagni di cordata, avesse fatto la sua parte, saremmo riusciti a salvare la categoria. E invece, pur avendo fin dall'inizio chiarito che noi tre da soli non avremmo potuto mai sostenere il peso di un campionato impegnativo come la serie D, nessuno si è fatto avanti seriamente».
Incontri, però, ne avete avuti, in questi giorni. «Vero. Abbiamo ascoltato almeno una trentina di persone, in rappresentanza di oltre dieci cordate diverse. Promesse ne abbiamo sentite tante, ma al dunque non si è riusciti mai a passare, davvero, dalle parole ai fatti. Certo, avremmo potuto farci da parte, ma per senso di responsabilità nei confronti della città, non me la sono sentita di consegnare il club in mano a persone sulla cui affidabilità non ero in grado di mettere la mano sul fuoco».