Ambiente, lite sui turni notturni Dipendenti pronti allo sciopero

I lavoratori chiedono il ripristino delle sei ore, com’era prima della pandemia, ai fini pensionistici E domani la questione finisce sul tavolo del prefetto, come chiesto dalle segreterie dei sindacati
PESCARA. È un vero e proprio ultimatum quello lanciato dai lavoratori di Ambiente spa all’azienda. Se domani la società di gestione dei rifiuti non fornirà una data certa entro cui ripristinare i consueti turni di lavoro, i dipendenti indiranno uno sciopero. I lavoratori dell’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Pescara, da qualche tempo hanno proclamato lo stato di agitazione, a causa della distribuzione dei turni di lavoro, specie in orario notturno, ancora legata alla fase pandemica. Durante l’emergenza sanitaria, il turno di notte, che prima aveva una durata di 6 ore, è stato ridotto di venti minuti, per distribuire meglio gli arrivi ed evitare eventuali assembramenti. Da allora però, nonostante l’emergenza sia conclusa, la programmazione oraria è rimasta la stessa, «impedendo ai lavoratori di far valere il diritto contenuto nelle prerogative della legge previdenziale», spiega Massimo Di Giovanni, segretario Funzione pubblica Cgil di Pescara.
«I lavoratori che fanno il turno di notte di almeno sei ore, per almeno 70 notti, hanno la possibilità, secondo questa legge, di accedere a requisiti pensionistici agevolati, in quanto si tratta di lavoro usurante». Ciò significa che i lavoratori che raggiungono 78 notti in un anno possono andare in pensione in quota 97,6 derivante dalla somma dell’età anagrafica e anzianità contributiva minima di 35 anni; quota 98,6 per i lavoratori notturni per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno; quota 99,6 per quelli con un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno.
«Per ragioni di sicurezza», continua Di Giovanni, «i lavoratori hanno convenuto durante la pandemia il cambio dell’orario di lavoro. È del tutto evidente che il protrarsi della turnazione inibisce, se non si ripristina da subito la turnazione tradizionale, la possibilità di accedere a pensione con i requisiti previsti dalla vigente normativa. Ed essendo il settore molto esposto a carichi di lavoro eccessivi e ripetitivi, i lavoratori con più anzianità lavorativa ne avrebbero impellente bisogno, anche e soprattutto per evitare e ridurre rischi infortunistici ed eventuali malattie professionali. Questo consentirebbe anche di favorire un turnover, che permetterebbe di far entrare in azienda personale giovane».
Domani la questione sarà al centro di un tavolo in prefettura chiesto dalle segreterie di Fp Cgil Pescara e Uil Trasporti. Dalla riunione, i sindacati e soprattutto i lavoratori si aspettano una data certa di rientro alla normalità. Il rischio è di uno sciopero che in piena estate potrebbe mandare in tilt il regolare servizio di raccolta dei rifiuti in città, con tutto quello che ne conseguirebbe.
Le richieste all’azienda riguardano anche «lo spostamento degli uffici amministrativi posti a pochissimi metri dall’impianto pubblico di depurazione che, per il materiale in esso contenuto e il particolare processo di lavorazione finalizzato alla depurazione, produce odori nauseabondi, presenza di agenti chimici, composti volatili, polveri, con il fattivo rischio di alterazione del microclima e il rischio per la salute dei lavoratori. Su questo», conclude Di Giovanni, «la politica deve dire la sua».

