Ambiente, sì al piano di Masci: Pescara avrà più potere nel cda

Varata la modifica allo statuto che consente al Comune di aumentare i consiglieri di amministrazione Il sindaco: «Finalmente sanata un’ingiustizia». Ora lo scontro si sposta nell’assemblea della società
PESCARA. Masci ha vinto la prima battaglia per Ambiente. Il suo piano, che prevede di aumentare da due a tre il numero dei consiglieri di amministrazione della società dei rifiuti, è stato approvato ieri dal consiglio comunale.
La delibera che dà il via libera a questa operazione, con la proposta di una modifica dello statuto dell’azienda, è stata approvata con i voti di tutta la maggioranza: 17 favorevoli e 8 contrari, i consiglieri dell’opposizione.
Ma la guerra non è finita. Masci ora dovrà affrontare l’assemblea dei soci, convocata per il 2 agosto, dove saranno presenti i sindaci che detengono le quote dell’azienda. Alcuni dei quali si sono mostrati fortemente contrari a questa operazione del loro collega di Pescara. In pratica, secondo il piano di Masci, il capoluogo adriatico dovrebbe eleggere tre e non più due consiglieri di amministrazione, su un totale di cinque, compreso il presidente. Tutto questo perché Pescara detiene la maggioranza delle quote societarie, pari all’84 per cento. Durante la stessa assemblea, dopo il voto sulla modifica allo statuto, si dovrà eleggere il nuovo consiglio di amministrazione e il nuovo presidente, al posto dell’uscente Massimo Papa che si è comunque ricandidato. Ma il sindaco è convinto della necessità di questa operazione. «Il consiglio comunale, con il suo voto convinto e ponderato sui fatti», ha detto Masci, «ha finalmente sanato un’evidente e non più accettabile disparità con la quale l’amministrazione pescarese risultava penalizzata nel cda della società pluripartecipata in house providing Ambiente spa. La mia proposta mirava a riequilibrare il peso azionario con quello rappresentativo, poiché il Comune di Pescara è titolare dell’84 per cento del pacchetto azionario, a fronte di due soli componenti su cinque». «L’innalzamento a tre nomine», ha affermato, «toglie Pescara da un’assurda situazione di minorità e la propone come referente e artefice principale del consiglio di amministrazione di Ambiente. Tutte le polemiche ascoltate in questi giorni, condite da strumentalizzazioni politiche degne di miglior causa con uso e abuso di termini impropri e forzatamente allarmistici, si sono rivelati per quel che erano: fumo sollevato per mascherare carenze di idee nel dibattito e un palese disinteresse sul ruolo di questa città su un tema così delicato come la gestione dei rifiuti».
«Vorrei ricordare», ha aggiunto Masci, «che Pescara, con questa guida amministrativa, ha intrapreso un deciso itinerario virtuoso certificato da un organismo importante e qualificato come la Banca europea degli investimenti, che ha finanziato con 35 milioni di euro un dettagliato e strategico progetto di transizione verde. Progetto che prevede un impianto a digestione anaerobica dei rifiuti, il rinnovamento di impianti di riciclaggio esistenti, l’efficientamento energetico di 55 edifici pubblici e scolastici e l’acquisto di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale. Il solo digestore consentirà un abbattimento secco del 50 per cento delle problematiche legate ai rifiuti». «Siamo orgogliosi di queste scelte», ha concluso, «che vanno a beneficio di tutti i pescaresi e dello snellimento delle procedure che otterremo dalla maggioranza in cda di Ambiente».

