Ambiente, è scontro tra sindaci Stop a Pescara, salta lo statuto

I primi cittadini di Spoltore, Montebello e Serramonacesca si astengono durante il voto sul bilancio Contestato il piano di Masci diretto ad aumentare i suoi consiglieri nel cda. Ora la strada è in salita
PESCARA. Si è aperto uno scontro tra i sindaci soci di Ambiente spa. Il progetto del Comune di Pescara che vuole aumentare il numero dei suoi consiglieri nel nuovo consiglio di amministrazione ha scatenato l’ira di alcuni primi cittadini della provincia. Al punto che mercoledì scorso, durante l’assemblea dei soci, il bilancio non è stato votato da tre Comuni.
Il documento contabile alla fine è stato approvato lo stesso, ma si sono astenuti durante il voto i sindaci di Spoltore, Montebello di Bertona e Serramonacesca. Un segnale di disappunto nei confronti del primo azionista della società dei rifiuti, Pescara che detiene oltre l’80 per cento delle quote. Non a caso, quindi, il successivo punto all’ordine del giorno, ossia la discussione del nuovo statuto, non è stato neanche affrontato e rimandato a data da destinarsi. Ma il tempo a disposizione è poco. I 32 Comuni soci di Ambiente spa hanno tempo 45 giorni dall’approvazione del bilancio per convocare un’altra assemblea per eleggere il nuovo presidente e il nuovo consiglio di amministrazione ormai scaduti.
E l’operazione appare tutt’altro che semplice. Oltre al problema della modifica dello statuto, proposta da Pescara, per aumentare da due a tre, su cinque, il numero dei suoi consiglieri, c’è anche quello della scelta dei componenti e, soprattutto, del nuovo presidente. Scelta quest’ultima che spetta in qualsiasi caso al capoluogo adriatico.
Sta di fatto che Pescara ha già fatto il bando per procedere alla nomina, da cui sono risultati 33 candidati. Città Sant’Angelo, invece procederà alla nomina diretta, su scelta del sindaco Matteo Perazzetti, mentre gli altri 30 Comuni soci non hanno ancora deciso come procedere alla scelta di uno o due consiglieri.
Insomma, appare ancora tutto in alto mare. Senza contare che l’assemblea dei soci, prima di eleggere il nuovo cda, ora guidato da Massimo Papa, dovrà anche procedere al rinnovo di alcune cariche nel comitato di controllo analogo. Più precisamente, i due consiglieri nominati dalla precedente amministrazione comunale di Spoltore e uno dei consiglieri di Pescara, Fabrizio Rapposelli, che è dimissionario. Per questo motivo, ieri il Movimento 5 Stelle ha ipotizzato che l’approvazione del bilancio fosse illegittima proprio per il mancato rinnovo del comitato di controllo analogo.
Ora, però, l’attenzione è tutta concentrata sulla modifica dello statuto della società. Nei giorni scorsi sempre M5S, per bocca del consigliere Paolo Sola, aveva accusato il sindaco di Pescara Carlo Masci di voler organizzare «un assalto ad ogni principio di democrazia» per la decisione di voler aumentare i consiglieri di Pescara nel cda. Pronta la risposta piccata del primo cittadino che ha ricordato che Pescara possiede l’84 per cento delle quote e avrebbe quindi pieno diritto a un consigliere in più.

