Ambulatori al posto del parco, il piano della Asl da 13 milioni

La polemica sulla casa di comunità nel giardino 8 Marzo, Di Luzio: «In provincia altre sette strutture» L’obiettivo è alleggerire la pressione sul Pronto soccorso: «Così portiamo la sanità sul territorio»
PESCARA. Sul contestato progetto di realizzazione di una casa di comunità sanitaria nel parco 8 Marzo, a San Silvestro spiaggia, che ha sollevato le polemiche dei residenti e dell’opposizione, la Asl dice di «non voler entrare nel merito della questione politica». Ma la Asl fa il punto su quante, dove e quali saranno i poliambulatori che dovranno essere costruiti tassativamente entro il 2026, per non perdere i 13 milioni di fondi Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), tra Pescara e provincia. «Saranno 8 le strutture che nasceranno a Pescara, Montesilvano, Scafa, Spoltore, Pianella, Cepagatti, Penne e Popoli», rivela il coordinatore territoriale Asl, Rossano Di Luzio. «Su Cepagatti, Penne e Popoli saranno avviati lavori di adeguamento e ampliamento dei fabbricati esistenti che ospitano distretti sanitari e Unità complesse di cure primarie con i medici di medicina generale, nelle restanti località gli edifici saranno di nuova costruzione».
I nuovi centri sanitari avranno il ruolo di alleggerire la pressione sul Pronto soccorso e sui reparti di emergenza degli ospedali della Asl di Pescara. «Si spera che sia così. L’obiettivo è avvicinare tutta l’assistenza territoriale», precisa il coordinatore, dando conforto soprattutto «agli anziani con patologie croniche che affollano in gran numero il pronto soccorso. In questo modo si dovrebbe alleggerire il carico sulle emergenze».
A Montesilvano la casa di comunità sorgerà in via Inghilterra su un terreno di 10mila metri quadrati messo a disposizione dal Comune alla Asl per 99 anni; a Scafa sorgerà nell’area ex Sama su cui il Comune ha avviato i sopralluoghi per la bonifica dei vecchi fabbricati da abbattere. A Pescara la zona individuata, San Silvestro spiaggia, all’interno del parco 8 Marzo, sta sollevando dubbi e polemiche da parte dei cittadini e dell’opposizione in Comune anche dopo che lunedì è stata ritirata la delibera in consiglio comunale. Nelle altre località le aree sono da localizzare.
Di Luzio precisa che «i distretti sanitari attualmente in funzione resteranno operativi anche dopo l’apertura delle case di comunità». Quelle più grandi di Pescara, Scafa e Montesilvano resteranno aperte h24 con continuità assistenziale, cioè con funzioni di guardia medica, mentre le strutture più piccole osserveranno l’orario 8-20, sempre con continuità assistenziale.
Di Luzio spiega poi la differenza tra case e ospedali di comunità: nelle case «saranno operativi i medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali, assistenti sociali e Pua, Punto unico di accesso per bisogni sociali e sanitari, con prestazioni ambulatoriali varie quali cardiologia, ecografia, diagnostica di secondo livello, traumi minori. Negli ospedali di comunità ci saranno anche i posti letto con ricoveri brevi da 15-20 giorni».
Gli ospedali di comunità sorgeranno a San Valentino, Città Sant’Angelo e Montesilvano. Pescara, Scafa e Penne saranno dotati anche di Cot, Centrale operativa territoriale, punto nevralgico di smistamento per velocizzare i ricoveri non di emergenza.

