Ambulatorio in tilt per un guasto da 70 euro

15 Febbraio 2018

Penne. Lo staff di Neurologia del San Massimo, senza elettromiografo, è fermo da oltre un mese

PENNE. L’elettromiografo dell’ambulatorio di Neurologia dell’ospedale San Massimo di Penne è fermo da oltre un mese. A bloccare la preziosa apparecchiatura è il banalissimo guasto ad un cavo. Le procedure per la richiesta di riparazione, equivalente a un costo complessivo che non dovrebbe superare circa 70 euro, sono state avviate da qualche tempo ma, a oggi, non si è visto nessun risultato apprerzzabile.
A occuparsi di riparare le attrezzature strumentali e medicali della Asl di Pescara a è il raggruppamento temporaneo d’impresa composto da Siemens, Philips e Hospital consulting Spa. L’utilizzo dell’elettromiografo è di fondamentale necessità allo staff di Maurizio Treviso per poter indagare sulla sofferenza di una o più radici nervose, di uno o più nervi, o sulla lesione di uno o più tronchi nervosi. Senza l’elettromiografo, per un mese, l’ambulatorio di Neurologia ha potuto assicurare esclusivamente le visite semplici, in pratica i test cognitivi per i quali non è stata necessaria la strumentazione meccanica. Oltre al danno economico, che impedisce all’ospedale di incassare migliaia di euro di ticket, l’inutilizzabilità della strumentazione è causa di grave danno per l’utenza vestina, costretta a spostarsi altrove per effettuare gli esami. Per gli assistititi è un disagio davvero grave se si considerano i problemi di viabilità che si incontrano nel voler raggiungere le strutture sanitarie della costa.
Della situazione abbiamo chiesto spiegazione al direttore sanitario del San Massimo, Rossano Di Luzio, il quale ha dato rassicurazioni sul fatto che domani, dopo numerosi solleciti e telefonate, dovrebbe finalmente arrivare il pezzo di ricambio per rimettere in funzione l’elettromiografo. L’associazione Salviamo l’ospedale, che intanto ha spostato la propria sede al civico 24 della circonvallazione Aldo Moro, prosegue intanto la battaglia in difesa del San Massimo.
Il movimento di protesta, che solo su Facebook ha raggiunto 5mila 600 seguaci, ha in programma, insieme ad altre associazioni locali, di difendere a ogni costo l’ospedale dalla scure del declassamento. Le disposizioni della Regione Abruzzo e della Asl, in base a quanto previsto dal decreto Lorenzin, prevedono che il presidio sanitario vestino passi da ospedale di base a ospedale di area disagiata. Una rimodulazione che, soprattutto rispetto al passato, porterà a un drastico taglio di servizi e posti letto.
Francesco Bellante
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