Amianto sotto l’acqua sequestrato il laghetto

San Giovanni Teatino, sigilli alla zona di pesca dopo la denuncia delle Giacche verdi Via alle analisi dell’Arta per accertare la presenza delle lastre di eternit
SAN GIOVANNI TEATINO. Potrebbe esserci amianto in lamine di Eternit nel laghetto naturale di Croce Feragalli, alle pendici del colle che affaccia sulla Valpescara. Così è scattato ieri il sequestro dell’area di 2.000 metri quadrati con i sigilli apposti dalla polizia municipale ai comandi del capitano Lorenzo Di Pompo mentre il fascicolo è stato inviato alla Procura della Repubblica di Chieti che dovrà convalidare il provvedimento, forse già oggi. Ma sul piccolo specchio d’acqua potrebbe aprirsi un caso visto che il laghetto è da sempre meta di pescatori sportivi alla ricerca di trote e carpe. Se i sospetti venissero confermati dalle analisi sul materiale e sui campioni di acque che l'Arta preleverà nei prossimi giorni, il deposito di quel materiale si tradurrebbe in una sfilza di ipotesi di reato tra cui l'abbandono di rifiuti pericolosi.
«Siamo cauti», spiega l'assessore alla polizia municipale Marco Cacciagrano, «in attesa di conoscere almeno la composizione di quelle lastre ondulate la cui presenza ci è stata segnalata in modo circostanziato dalle Giacche verdi, il gruppo di volontari a cavallo con i quali abbiamo stretto una convenzione per la sorveglianza ambientale delle contrade più remote e inaccessibili del nostro territorio. In caso di presenza accertata di amianto, ci sarebbe poi l'esame delle acque, e a quel punto si aprirebbe uno scenario inquietante».
Il laghetto fa parte di 20 ettari di terreni di proprietà di Antonio Feragalli, titolare di un centro medico a Pescara. Lo specchio d’acqua è alimentato da sorgenti sotterranee e acque piovane, parte di un ciclo che finisce a valle con l'immissione nel Pescara attraverso torrenti stagionali. «Anche nell'ipotesi che ci auguriamo», spiega Di Pompo, «coincidente con l'abbandono di materiale a base di cemento, esente da amianto, proseguiremo nella ricerca dei responsabili di quella che sarebbe comunque una discarica abusiva, come altre che abbiamo rinvenuto in questo territorio».
Giorni fa le guardie ambientali a cavallo avevano avvistato lastre ondulate che stavano affondando nel laghetto mentre alcune persone erano in riva al piccolo specchio d'acqua. Quando è stato possibile avvicinarsi, le acque avevano già inghiottito il materiale.
«Casi come questi, a parte la natura delle sostanze depositate sul fondo, tutta da accertare», osserva l'assessore, «richiedono la collaborazione di tutti, a partire dai cittadini che vogliamo sensibilizzare sui danni che l’omertà può arrecare all'ambiente. In questione è la salute nostra e dei nostri figli».
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